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MINDFULNESS – IMPARARE A VIVERE BENE

Se ti trovi in un momento poco felice, uno di quei momenti in cui sembra che nulla vada per il verso giusto, se ti senti sommerso da problemi e preoccupazioni, se non trovi le soluzioni giuste o non hai la forza per cercarle, mindfulness può diventare un tuo fedele alleato.

Ma cos’è mindfulness? Vediamo un po di fare luce su questo potente strumento che potrà cambiare la tua vita, generando consapevolezza e distruggendo retaggi del passato e le false credenze che ci carichiamo lungo il sentiero della vita.

Mindfulness, ossia “la mente piena”, è un approccio alla vita che ha come pilastro fondamentale “vivere nel presente”, esserci in tutto quello che facciamo, non come osservatori passivi bensì come protagonisti attivi, consapevoli e coinvolti. Molte persone trascorrono una vita intera insoddisfatte e infelici, lamentandosi di tutto ma facendo ben poco per generare cambiamenti positivi, scaricando la responsabilità della propria infelicità sugli altri e sul mondo che le circonda. NULLA DI PIÙ SBAGLIATO!

Una delle prime cose che Mindfulness ci insegna è proprio questa; il cambiamento avviene da dentro verso fuori, non il contrario. Siamo noi gli artefici della nostra vita, noi abbiamo la possibilità di decidere, di scegliere, di cambiare; e il momento giusto per iniziare non è domani, o tra una settimana o l’anno prossimo…il momento giusto è ORA. E’ solo agendo nel presente che possiamo attuare processi di cambio. Rifugiarci nel passato oppure attendere che il futuro ci porti qualcosa di migliore è perdere tempo, e il tempo è il bene più prezioso che abbiamo…non sprechiamolo!

Il mindfulness ci insegna dunque a ridisegnare la relazione con noi stessi e con gli altri, il rapporto che abbiamo con il nostro passato e le aspettative per il futuro, ci invita a riflettere sulle credenze limitanti che ci condizionano ed a creare la visione di un progetto di vita da iniziare a costruire giorno dopo giorno, trovando la soddisfazione in tutti i momenti di questo processo di cambiamento. Applicando minfulness nella tua vita imparerai a valorizzare le piccole cose alle quali non hai mai dato importanza perché la tua mente sarà presente in tutto quello che fai e vivi in ogni momento…

Vivi mindfull e la felicità ti spalancherà la porta!

LA VISIONE – IL FUTURO CHE SOGNIAMO

“Se non sapete dove andate, come farete a sapere se siete arrivati… se non avete una visione personale finirete ad inseguire quella di qualcun altro.”

Nonostante l’affermazione citata sia una verità incontestabile, possiamo dire che poche persone hanno una percezione chiara della propria vita, del lavoro che svolgono e delle relazioni che intrattengono.

Viviamo di giorno in giorno sopraffatti di impegni ed occupazioni che ci sottraggono tempo ed energia, in una società che ci pone obiettivi e standard sempre più pressanti.

Dovremmo sempre stare attenti a 1000 cose; alimentazione, attività fisica, salute, gestione dello stress, relazioni interpersonali, armonia famigliare, educazione dei figli, carriera… e si presuppone che insieme a tutto ciò dovremmo riuscire a trovare del tempo per goderci la vita, coltivare dei hobby, viaggiare, apparire sempre in forma e giovani, riuscire anche a meditare o dedicarsi alla vita spirituale…

Forse potremmo anche riuscirci, se ogni giornata avesse 48 ore e la nostra vita durasse almeno 200 anni!

In altre parole, se prendiamo in considerazione tutte queste esigenze, è più che ovvio che sia facile perdersi tra le aspirazioni personali e le pressanti aspettative della società.

Qual è allora il segreto? Come potremmo mai riuscire a sentirci appagati, e se possiamo azzardare, anche soddisfatti e felici?

L’insuccesso esistenziale di tanti personaggi famosi ci conferma che il benessere materiale non è la chiave. Si può avere tutto ed essere persone più infelici del mondo.

Come disse Dalaj Lama: “Sacrifichiamo la nostra salute per ottenere denaro. Dopo di che, sacrifichiamo il denaro per riottenere la salute. Siamo sempre preoccupati per il futuro che non riusciamo a vivere il presente. Viviamo come se non dovessimo mai morire, e moriamo come se non avessimo mai vissuto.”

Per tanti, prima o poi, arriva la consapevolezza di questo vuoto esistenziale. Nonostante il benessere materiale, un buon posto di lavoro, la famiglia, lo status acquisito…si percepisce la mancanza di qualcosa.

I più fortunati che arrivano a questa consapevolezza riescono a capire che si tratta di una mancanza di passioni e di motivazioni. Questa mancanza spesso nasconde l’assenza di una chiara visione di ciò che vogliamo per il nostro futuro, la costanza e la fede nella sua realizzazione.

Possono sembrare situazioni molto difficili, ma i sintomi di malessere che ci fanno visita spesso sono un prezioso consigliere che accende la lampadina, avvertendoci che dobbiamo cambiare strada. Bisogna saper cogliere questi segnali e tramutarli in qualcosa di buono!

Non è facile arrivare a questo stadio. Karl Gustav Jung diceva infatti che viviamo la prima metà della vita compiendo la visione di qualcun altro, è poi, se siamo abbastanza fortunati, viviamo il resto della vita così come ci piace.

Se anche voi, attraversando il sentiero della vita, vi siete smariti o soffermati incerti su come proseguire, fermatevi un momento e cercate di immaginare la vita che vorreste… in altre parole, cercate la vostra visione!

La questione che si pone, ovviamente, è come attivare questo processo.

Ci sono diversi modi, ma non esiste una formula matematica. Ognuno di noi deve trovare la strada che più gli si adice.

Prima di tutto, dobbiamo passare più tempo con noi stessi, rilassarci, riposarci, avvicinarci alla natura, dedicarci alle attività creative che ci piacciono; musica, pittura, danza, fotografia… consapevoli del fatto che la visione non arriva a comando! Bisogna uscire da schemi rigidi che dettano la quotidianità… Cercate piuttosto il bambino che vi abita, GIOCATE, ricordate cosa vi faceva felici quando eravate piccoli e lasciatevi guidare dall’intuizione.

Uno dei metodi utilizzati per aiutarsi in questa ricerca è la realizzazione della cosiddetta VISION BOARD ossia la LAVAGNA DELLA VISIONE. Può costituire uno stimolo interessante per iniziare a lavorare su voi stessi, perché non c’è nessuno che potrà aiutarvi se prima di tutto non vi mettete in gioco da soli!

Munitevi quindi di colori, fobici, colla e vecchi giornali, fatevi avvolgere delle note di una musica che amate…e siete pronti per iniziare questo entusiasmante percorso … alla ricerca della felicità!

Avete bisogno di una lavagna o un foglio di carta grande che pian piano riempirete con immagini e colori che vi piacciono, con parole che daranno voce ai vostri desideri…

Il processo di realizzazione della vostra VISION BOARD attiverà la fantasia e i processi creativi che daranno adito alle idee nuove e apriranno la vostra mente alle possibilità ed alle risorse necessarie per realizzarle.

Ricordatevi che in ogni percorso di ricerca interiore è fondamentale garantire alcuni presupposti; come uno scrittore che ha bisogno di tempo e di tranquillità per scrivere, anche noi, per scrivere il romanzo più importane, quello della nostra vita, dobbiamo permetterci di uscire dal pensiero razionale e di attivare l’emisfero destro del cervello risvegliando l’intuizione, la creatività ed una visione olistica della vita.

TROVARE IL TEMPO DI…

Spesso ci lamentiamo di non avere tempo…vorremo fare tanto, ma lui, sua maestà, inesorabilmente procede la sua corsa…

Se anche te fai parte della schiera di chi di tempo non ne ha mai abbastanza, sappi che la parola magica è “organizzazione”.

Organizzare il proprio tempo per vivere meglio e condurre la propria vita in modo più efficiente è uno degli obiettivi concreti più importanti che ci dovremmo porre.

Occupiamo la gran parte della nostra vita a svolgere attività “obbligate” ed espletare funzioni fisiologiche, attività che per la loro ripetitività e la mancanza di contenuti affettivi ed emozionali non arricchiscono in nulla la nostra esistenza. Ma la cosa peggiore è che accanto a queste attività, indispensabili per la nostra sopravvivenza, sprechiamo tanto tempo prezioso per svolgere tante altre attività inutili ai fini della qualità della vita, come ripetere dei rituali e coltivare abitudini di cui non conosciamo il significato.

Una cosa è certa: il tempo che abbiamo a disposizione è limitato, è quindi occorre sfruttarlo al meglio, acquisire la consapevolezza che solo una programmazione accurata, che tenga conto della nostra vita, del passato, presente e futuro, può consentirci di selezionare le nostre attività dedicandoci a quelle che ci danno maggiore soddisfazione e ci consentono di vivere bene!

Ora, se non riuscite a fare quello che vi piace perché non avete tempo, l’unico modo per recuperarne un po è sottraendolo ad attività inutili.

Può sembrare banale, ma questa operazione richiede rigore, impegno ed organizzazione. Spesso una persona da sola non è in grado di fare un “buon lavoro di pulizia”, e qui può venire in aiuto un buon counselor in scienze della salute bio-psico-sociale, un professionista capace di analizzare insieme a noi lo stile di vita che conduciamo e di accompagnarci nella ricerca della salute e di una vita più felice.

Ma da soli, cosa possiamo fare? Eccovi qualche idea per passare all’azione!

  1. Definiamo le attività per le quali vorremmo trovare del tempo!
  2. Facciamo un elenco dettagliato di tutte le attività quotidiane
  3. Riflettiamo sul significato di ciò che abitualmente facciamo (seguiamo schemi e modelli di pensiero e di comportamento che non hanno più ragione di esistere? ci sentiamo obbligati a svolgere determinate attività? quanto ci soddisfa ciò che facciamo?
  4. Cerchiamo di individuare i tempi morti e le abitudini prive di utilità per gli scopi che ci siamo posti (come potremmo ridurre il tempo delle attività “obbligate”, tipo cucina, pulizie, spesa…? quanto tempo passiamo davanti alla TV, le nostre relazioni si fondano sull’affetto e il piacere o sull’ipocrisia e superficialità?..
  5. Diventiamo consapevoli di quello che facciamo, sapendo di poter fare delle scelte. E’ ovvio che abbiamo bisogno di lavorare, di distrarci, di riposare, ma abbiamo anche bisogno di coltivare le vere passioni, la cosa importante è fare tutto ciò assumendo in pieno il controllo della nostra vita, disinserendo quel “pilota automatico” fatto di abitudini e condizionamenti.

Ricordate, possiamo migliorare la nostra vita solo partendo da noi stessi, assumendocene la responsabilità e sapendo di avere noi il timone in mano!

 

ACQUA PROFUMATA DI SAN GIOVANNI

Fiori di campo, erbe profumate e un pizzico di magia: c’è tutto questo nell’acqua di San Giovanni che potrai preparare questa sera e usare domani mattina!

Se volete cimentarvi anche voi in una bella attività da condividere con i vostri bambini, con amici o famigliari, prima del tramonto uscite insieme alla ricerca delle erbe di San Giovanni. Una tradizione molto diffusa racconta che in questa notte, bagnate dalla rugiada, le piante aumentino le loro proprietà medicinali: in un proverbio romagnolo si dice che la rugiada di San Giovanni guarisce tutti i mali! Si riteneva che chiunque si bagnasse con la rugiada durante questa magica notte si dotava di una barriera protettiva.

L’anno scorso, per la prima volta, spinta dall’amore per i fiori e per la natura, preparai anch’io l’Acqua di San Giovanni. Alla vigilia del 24 giugno, mano per mano con mio figlio, muniti di scarponi e di buon umore, ci  incamminammo nella campagna vicina, in cerca di fiori ed erbette aromatiche. Entrò cosi tra le nostre tradizioni famigliari un’altra bella e divertente attività! Quindi, anche stasera, andremo alla ricerca di fiori e di erbette… e domani mattina, al risveglio, la profumata acqua con la quale ci laveremo il viso, ci regalerà un bellissimo momento di magia e benessere!

Per avere l’Acqua di San Giovanni  è sufficiente raccogliere, alla vigilia del 24 Giugno, le erbe profumate e belle che si trovano in luoghi incontaminati. Le erbe poi devono essere immerse in una ciotola piena di acqua pura che si pone al magico effetto della notte. La luce della Luna e la rugiada mattutina estraggono dai fiori i principi benefici di cui l’acqua si carica. Al mattino bisogna bagnarsi con questa acqua, lavarsi il viso e offrirla ai nostri familiari e amici. Questa acqua speciale, si dice, porta fortuna, amore e felicità…

Per scegliere le erbe giuste affidatevi ai vostri sensi, i fiori più belli e più profumati, le officinali che conoscete e qualsiasi erba che vi ispiri. Ci sono molte erbe tradizionalmente usate per questo antico rituale: l’Iperico (ossia l’erba di San Giovanni), il Rosmarino, la Rosa, la Menta, l’Artemisia, la Lavanda, la Verbena, ognuna delle quali viene aggiunta nella ricetta per un particolare motivo.

Si tratta di un rituale molto bello, diviso in varie fasi, ognuna delle quali può servire come spunto di riflessione e di conoscenza, regalandoci quei momenti, ormai cosi rari, di lentezza, di attesa e di connessione con la natura.

Raccogliendo le piante possiamo imparare a conoscerle e rispettarle, esponendo l’acqua con i fiori alla notte stimoliamo in noi la fiducia nel potere della natura e bagnandoci con l’acqua ci abbandoniamo nella purezza di un abbraccio profumato….  

Comunque sia, avremmo fatto qualcosa per noi stessi, dedicato del tempo ai figli o amici e condiviso una bella esperienza riconnettendoci con la natura che ci circonda! 

 

 

 

LA SCUOLA ATTIVA

Se c’è qualcosa che non mi piace è vedere o percepire la rassegnazione… mi fa venire un misto di tristezza e rabbia. Avendo a che fare con il mondo della scuola, vedo purtroppo molto spesso la rassegnazione che regna sovrana… Gli insegnanti sono rassegnati perché “tanto, i ragazzi sono così”… i genitori sono rassegnati perché “tanto, la scuola funziona così”… i ragazzi perché “tanto, non si può fare niente”… Nessuno agisce, sono tutti li a soffrire in silenzio, aspettando che l’incubo scuola finisca! Quando, invece, si potrebbe e si dovrebbe fare molto, perché l’apprendimento diventi la bella avventura della vita, e risponda alla innata curiosità e alla sete di conoscenza dei bambini.

Far ritornare felici i bambini infelici, comprendere e sviluppare le capacità di ognuno, incentivare la riflessione e il senso critico, nutrire i valori dell’amicizia e della solidarietà…queste dovrebbero essere le missioni più importanti della scuola, non la preoccupazione per gli assurdi programmi da terminare…

Mario Lodi, il famoso maestro, curioso osservatore del mondo e della scuola ci offre esempi da seguire insieme a tanti spunti per riflettere sull’istruzione e sui percorsi educativi. Fatene tesoro!

Vediamo alcune caratteristiche della scuola attiva di Mario Lodi!

Partire sempre dal bambino: questo è il motto – ma soprattutto la prassi – della scuola attiva di Mario Lodi. Attraverso la conversazione e il testo libero, il maestro comprende e accoglie gli argomenti avvertiti come importanti dai suoi alunni: su questi costruisce percorsi di apprendimento…

Mario Lodi, in un’intervista curata da Carla Ida Salviati, parlando della scuola che proponeva negli anni di insegnamento e della scuola di oggi, disse “…Cercavamo di adattare la voglia di giocare dei bambini con la scuola: durante l’intervallo guardavamo i bambini giocare e dicevamo: “sono bravi, intelligenti, sono felici, mentre a scuola sembrano intimoriti”. Questo è stato il principio della crisi: come si fa a rendere felici dei bambini infelici?… A scuola facevo fare un giornalino ai miei alunni, li facevo parlare, cercando di attivarli alla democrazia, al rispetto delle idee e delle persone…io penso che la didattica non ha valore se non ha anche un fine; la scuola è una piccola società, dove si può e si deve sperimentare la base del vivere civile…oggi con i bulli e la violenza noi riscontriamo la mancanza di un fine morale, che la scuola dovrebbe darsi. La scuola non è solo leggere, scrivere e far di contro come si credeva una volta, ma è soprattutto avere una finalità complessiva…la formazione del bambino democratico, che noi dobbiamo cercare di realizzare piano piano, non attraverso vuote parole ma nella pratica di tutti i giorni…”

Fa riflettere tanto la lettura di Lodi, la sua esperienza di insegnamento nel dopoguerra, faccia a faccia con una generazione nata nella sofferenza, con tante ferite nel corpo e nel cuore, i suoi continui interrogativi sui percorsi da intraprendere, sulle finalità educative… Non diventano “buoni” i bambini di Mario Lodi grazie alla sua didattica attiva: sono però ogni giorno più consapevoli, imparano l’ordine facendo le cose, accettano la valutazione perché vogliono, come tutti i cuccioli d’uomo, diventare grandi, forti, capaci. Il Maestro Lodi ha cercato di realizzare operativamente alcuni principi alternativi a quelli della scuola autoritaria di classe: le attività motivate dall’interesse invece che dal voto, la collaborazione al posto della competizione, il recupero invece della selezione, l’atteggiamento critico invece della ricezione passiva… L’esperienza e l’impegno di Mario Lodi offrono tanti spunti preziosi dai quali ripartire…evitare una scuola che giudica col voto comparato senza tener conto dei punti di partenza…contestualizzare l’insegnamento partendo dalla realtà, educare alla felicità, trasformare le nostre scuole in piccole società democratiche fondate sulla libertà, sul rispetto e sulla giustizia: una scuola altruista, in un paese civile.

PIÙ ALTRUISTI…PIÙ SANI E FELICI!

Parto da un’esperienza che sto vivendo da un paio di anni per riflettere sul valore dell’altruismo e della condivisione.

La parte benestante del mondo è caratterizzata dalle società fondamentalmente individualiste… siamo centrati sui bisogni personali e al massimo quelli della propria famiglia….

La nostra necessità di relazionarsi con gli altri, che nasce per avere l’assistenza e l’accudimento di qualcuno, si è rivelata premiante sul piano evolutivo, portandoci a costruire una cultura di legami affettivi, disinteressandoci però di tutti coloro, che, seppur bisognosi, non rientrano in questa schiera “genetica” dei destinatari del nostro amore. Si tratta di un dato di fatto che emerge dallo studio della nostra evoluzione biologica.  Anche le persone con le possibilità economiche elevate o con tanto tempo a disposizione, raramente si metteranno al servizio di chi ha bisogno, con l’obiettivo di migliorarne la situazione, figuriamoci se poi si trovano a migliaia di chilometri di distanza o hanno la pelle di un’altro colore…

Ora vi racconterò una bella storia, un meraviglioso esempio di umanità e di solidarietà…

Siamo in un quartiere di Roma, dove vivono tante persone benestanti, tanti anziani e… tante badanti.

Un mondo parallelo quello delle badanti, un mondo di persone che per diversi motivi hanno lasciato le loro case, di persone che si occupano dei nostri genitori, nonni, zii…un mondo di persone che pochi conoscono, spesso trattate male, un mondo di persone sole…

In questo quartiere vive anche una persona che da tanti anni dedica la sua vita al volontariato, una persona che nonostante l’età, con un energia ed entusiasmo contagiosi, decide che va fatto qualcosa.

Vede tutti i giovedì pomeriggio queste signore camminare per le vie, le vede al parco, alcune sole, altre in gruppetti, spesso spaesate… e li scatta qualcosa…. la decisione di agire! Va dal parroco e chiede uno spazio. Prepara i volantini e inizia a distribuirli per le strade. Mi coinvolge in quest’avventura. Creiamo il primo incontro. Le persone si avvicinano, un po diffidenti, un po incuriosite. La diffidenza presto si scioglie in un caldo abbraccio di accoglienza… la curiosità e il piacere di sentirsi considerati abbattono tutte le barriere. Nasce cosi il progetto “Welcome”. Ieri abbiamo festeggiato il secondo anniversario. Il gruppo è cresciuto, ormai è una comunità di amici di tutto il mondo. Ci siamo raccontati ed emozionati, abbiamo creato numerosi eventi, fatto delle bellissime gite, organizzato corsi di formazione, risposto alle varie esigenze di conoscenza… Ma la cosa più importante è stata combattere la solitudine e, come hanno detto in tanti, ricreare una famiglia anche lontano da casa. 

Condividere l’affetto, il tempo o il benessere economico con chi è meno fortunato può farvi sentire molto meglio! Spogliarsi dei pregiudizi, sorridere di più, aprire il cuore, accogliere con affetto, ascoltare, sostenere progetti seri e importanti… sono fonti di benessere per tutti! Provare per credere….

 

LA FELICITA’ NELLE PICCOLE COSE

In questi giorni ho letto un libro molto carino, dal titolo “Il metodo danese per vivere felici”. Lettura semplice e gradevole, ricca di spunti di riflessione e di idee per rendere le giornate più leggere e come dicono in Danimarca, passare del tempo “HYGGELIG”. Bene, vediamo un po meglio di cosa si tratta! Possiamo dire che HYGGE è un modo di essere, un termine che racchiude lo STILE DI VITA dei danesi, indicando l’attitudine a trovare la felicità nelle piccole cose di ogni giorno!

La parola, originaria dalla protolingua norvegese antica, dove significava pensarsi e sentirsi soddisfatti, oggi identifica uno dei valori fondanti dei danesi, basato su una cultura orientata alla famiglia e uno stato sociale fondato sull’uguaglianza. La Danimarca oggi è uno dei paesi più felici del mondo, e molti dei ricercatori hanno messo in evidenza proprio il contributo del fattore HYGGE, questo spazio di esplorazione sociale, creativa e personale della propria vita reso possibile dall’efficiente sistema sociale e dalla stabilità economica. Quando i bisogni principali sono soddisfatti e il clima è quello dell’uguaglianza economica, si enfatizza la felicità soggettiva dell’individuo…si fa meno fatica…non si è costretti a lottare tutti il tempo…HYGGE è tutto questo, avere tempo per stare insieme agli altri, dedicarsi alle proprie passioni, creare un nido accogliente, provare il piacere di prendersi cura del prossimo…rilassarsi e fare con piacere e spontaneità…

Parleremo ancora tanto di HYGGE, del ruolo che ha nell’educazione dei bambini, nella vita sociale, nella organizzazione degli spazi e a tavola…

Per oggi, concludo offrendovi la ricetta dello “snobrod” ossia “treccia di pane”, un modo di preparare il pane intrecciando l’impasto intorno ad un bastone e lasciandolo cuocere sulla brace. Godersi gli “snobrod” fatti in casa, circondati dalla natura, dal calore e da una buona compagnia, è un classico momento HYGGELIG! Sperimentata l’anno scorso al mare in Croazia, proposta da amici svedesi…ha davvero trasformato la serata in qualcosa di magico! All’improvviso tutti i bambini presenti in piazzetta si erano aggregati intorno ad un fuocherello muniti di ramoscelli di pino a cuocere i loro “SNOBROD”, con gli adulti rilassati davanti ad un bellissimo concerto di World Music del M°Roland Ricaurte (www.rolandricaurte.com). Si era creato quell’autentico momento di armonia dove tutti i sensi vengono stimolati…l’udito con le note della musica, l’olfatto con il profumo del pane, la vista con il meraviglioso paesaggio, il tatto con la sensazione del calore sul viso…

OK! Ecco a voi la ricetta!

per c.ca 10 snobrod:

300 ml di latte intero o acqua

25 g di lievito

1 cucchiaino di sale

500 g di farina

un pizzico di zucchero e cardamomo

10 bastoncini appuntiti con le estremità prive di corteccia

Preparazione (da fare anche insieme ai bambini!) Scaldate il latte o l’acqua finché non diventano tiepidi, poi scioglietevi il lievito. Aggiungete il sale e poco a poco anche la farina, lo zucchero e il cardamomo. Impastate e lasciate riposare per mezz’ora. (mentre aspettate che l’impasto lieviti potete cercare e decorticare i bastoncini). Con l’impasto ottenuto preparate una decina di sfilatini a forma di salsiccia e arrotolateli intorno a un bastoncino. Lasciate riposare per altri venti minuti. Cuoceteli sul fuoco finché non saranno dorate. Godetevele cosi con un po di burro o marmellata!

 

FACCIAMO UNA CASETTA…

Quando penso alla mia infanzia la prima cosa che vedo sono le immagini di me intenta a costruire, sperimentare, inventare, imparare “a fare”… Vedo le lunghe giornate estive passare con gli amici in cortile o sulla spiaggia a giocare con le due bambole e mille “accessori” costruiti da noi… dalle case di cartone ai vestitini, dai lettini fatti di scatole vuote alle storie che non finivamo mai di inventare… Già, di inventare, perché c’era tanto da inventare…tutto quello che non c’era andava inventato… è il divertimento era proprio li, nel cercare di costruire un mondo immaginario dove tutto era possibile, dove potevamo sperimentare, assegnarci i ruoli, creare le regole, discutere e cercare soluzioni… Il gioco diventava cosi un modo per allenare la fantasia, l’immaginazione e la creatività, un modo per stare insieme, emozionarsi e fare amicizie vere, un modo per crescere bene…

Ancora oggi, anni luce da quei momenti meravigliosi, un sottile ma forte filo mantiene il legame con quei amici di tanto tempo fa…sono li, in fondo al cuore, stretti in un abbraccio colmo di tenerezza…

Oggi vi do lo spunto per fare una casetta per le bambole, ma potrebbe essere una macchinetta, un lettino oppure un aquilone! Importante è ritrovare l’entusiasmo di “fare”, di giocare e condividere momenti belli…

Per fare questa casetta vi basterà dare ai bambini una (più o meno) grande scatola di cartone. Se sono piccoli, aiutateli voi con i tagli principali, i più grandini se la caveranno da soli! E’ importante lasciare che siano loro a trovare le soluzioni, che ci riflettano e che facciano i progetti! Non importa come verrà, non importa se viene storta e non sta in piedi, importante è il “fare”, importante è il “percorso”. Solo facendo errori potranno trovare le soluzioni…

Quindi, armate i vostri piccoli di cartone, forbici, scotch, colla, colori, pezzetti di stoffa, ritagli di giornali… e consentite alla loro fantasia di esplodere!

Ricordatevi sempre che il gioco è una cosa seria, e che giocando bene si cresce meglio, più sani e felici! Quindi fate attenzione ai giochi che date ai vostri bambini, perché, credetemi, faranno la differenza!

Buon divertimento…e se vi va, raccontatemi com’è andata, o mandatemi qualche foto dei capolavori realizzati!!! Li condividerò volentieri…

SOGNI D’ORO!

E’ un periodo che non ti senti in gran forma? Lo stress, l’agitazione e la svogliatezza ti perseguitano?  Se anche la sveglia del mattino è diventata un’acerrima nemica, sappi che la causa dei tuoi mali potrebbe essere il sonno!Tante persone vengono condizionate per anni nella loro vita lavorativa, relazionale e sociale … a causa di notti insonni o di un sonno poco ristoratore. Quindi, anche se ti sembra di dormire bene presta attenzione ad alcune indicazioni che ti fornirò! Dormire bene è fondamentale.

Numerose informazioni (spesso senza fondamento) ci portano ad essere attenti a tante cose che potrebbero nuocere alla nostra salute, dai pesticidi agli OGM, dalle radiazioni dei cellulari ai pericoli dei vaccini … ma poche volte ci soffermiamo a pensare quanti danni può provocare alla nostra salute il dormire male.

Il sonno è uno dei bisogni PRIMARI, fisiologici e fondamentali sui quali si regge la sopravvivenza del nostro corpo, mente e spirito.

Fin dalle origini della storia dell’umanità, fino all’introduzione dell’energia elettrica nelle case,  l’uomo ha impostato la sua vita seguendo il ritmo giorno/notte. Alle prime luci dell’alba iniziava le sue attività e al calar della notte si ritirava per riposare. Questo alternarsi delle attività e del riposo dei nostri progenitori ci ha lasciato in eredità dei codici che se sconvolti a lungo possono creare dei disturbi seri.

Il nostro orologio biologico si regola da sempre con l’alternanza luce/buio, regolando così la produzione di ormoni e di trasmettitori neuro cerebrali. La luce artificiale può impedire al corpo di produrre melatonina, ormone del sonno, e rendere difficile addormentarsi, ma a cascata può anche influenzare tutti i sistemi regolati dall’orologio biologico, causando alterazioni dello stato dell’umore e dell’atteggiamento mentale, conducendoci a una condizione di stress che altera il ritmo sonno – veglia.

Sappi dunque che dormendo bene puoi migliorare la tua salute!

Segui questi semplici consigli è vedrai che la notte ti sarà di nuovo amica!

  • Cerca di andare a letto sempre alla stessa ora.
  • Anche il risveglio dovrebbe essere regolare.
  • Dormi da 6 e 8 ore per notte e vivrai più a lungo.
  • Bando a tutte le luci e lucette. Dormi al buio!
  • Via gli apparecchi elettronici dalla camera da letto.
  • Niente caffè e bibite eccitanti già dal tardo pomeriggio!
  • Fai un pasto serale leggero, senza alcolici!
  • Riduci la temperatura della camera da letto
  • Leggi un bel libro! Concilia il sonno e ti fa rilassare.

Non dimenticarti che anche per dormire bene la cosa più importante è condurre uno stile di vita sano e consapevole! Impegnati a vivere meglio e anche il sonno verrà!

CERCARE LA FELICITA

Quando è stata l’ultima volta che qualcuno vi ha chiesto se eravate felici? O che voi avete chiesto a qualcuno se lo fosse? O che semplicemente vi siete sentiti felici, felici di voi stessi, della vostra vita, di quello che fate…

Si, lo so! Già starete pensando che correndo tra mille problemi quotidiani, figli, lavoro, casa, spesa, bollette da pagare, la macchina dal meccanico … chi lo trova il  tempo di pensare alla felicità! Stiamo sempre li a correre, e già se riusciamo a fare il tutto, a completare la tabella di marcia, ci sentiamo gli eroi della giornata. E’ andiamo avanti così per anni, senza fermarci, senza prendere fiato, sempre sotto pressione, dietro agli affitti da pagare, le rate della macchina o della cucina nuova… Il lavoro che facciamo, magari non ci piace, ma non abbiamo il coraggio di cambiare, accontentandoci di averne uno…

Quanto spesso ci accontentiamo… e spesso a guidarci sono la paura e la pigrizia, paura di perdere qualcosa, paura di rincominciare, paura delle opinioni altrui, dell’ignoto, di uscire da un contesto che conosciamo anche se non ci soddisfa… ci accontentiamo di quello che abbiamo per garantirci la sopravvivenza. Ma la vita è molto più di questo!!! La vita vale la pena di essere vissuta soltanto se in maniera attiva, costruttiva e consapevole.

Non troviamo mai il tempo per noi stessi, finché il nostro corpo non inizia a mandarci dei segnali… e anche allora sovente non gli diamo ascolto, affidandoci a qualche rimedio, allopatico o naturale che sia, pensando che una pasticca o quattro gocce ogni tanto siano sufficienti a risolvere un disaggio esistenziale e riportarci in marcia.

Quello di cui abbiamo bisogno è cercare dentro di noi stessi l’energia vitale da dirottare verso obiettivi realizzabili, sostenibili e utili al nostro benessere. La felicità vera, e di conseguenza la salute, vanno ricercati attraverso un percorso che costa fatica, dedicandoci e amandoci di più, interrogandoci e ricercando quelle attività che possano riportare il sorriso sul nostro viso, ritrovando così l’entusiasmo e il piacere di vivere.