Parleremo di alimentazione a 360°. Cercheremo di conoscere meglio gli alimenti e le loro proprietà, di fornirvi le ricette sane e semplici. Parleremo del ruolo che l’alimentazione ricopre nelle nostre vite. Cercheremo di riflettere sul legame tra lo stile alimentare e l’insorgere di numerose malattie…

ALIMENTAZIONE NATUROPATICA per essere più sani

Il principio fondamentale dell’alimentazione naturopatica è che ognuno deve favorire i cibi di cui ha realmente bisogno per colmare le carenze nutrizionali di cui soffre, in base alla sua biodiversità. Non esiste un’alimentazione uguale per tutti, MA PER TUTTI VALE UNA STESSA REGOLA: EVITARE IL PIÙ POSSIBILE I CIBI INDUSTRIALI.

Possiamo elencare cosi le caratteristiche principali del cibo industriale:

  • artefatto, ossia scomposto nei costituenti base (amidi, grassi, zuccheri, oli, proteine) e poi ricostituito in alimenti che sembrano naturali, come i formaggi fusi, la polpa di granchio ecc
  • morto, conservato tramite refrigerazione, disidratazione, cottura, oppure chimicamente, distruggendo gli enzimi e l’attività battericida
  • stantio, conservato troppo a lungo, eliminando le vitamine e minerali per impedire la proliferazione di funghi e batteri
  • monotono, nonostante confezionato in mille imballaggi diversi. I prodotti per la colazione, per esempio, hanno tutti tre ingredienti di base, frumento, zuccheri e grassi. Due sono gli inconvenienti gravi: le carenze nutrizionali e un elevato rischi di sviluppare allergie e intolleranze alimentari
  • tossico, non parliamo di un veleno mortale, ma di tossine (additivi chimici) che, accumulandosi negli anni, possono causare malattie croniche e degenerative..
  • abbondante, troppo ricco di zuccheri e grassi, spesso causa del sovrappeso
  • esogeno, coltivato in zone climatiche diverse
  • insaporito artificialmente, aromi artificiali ed esaltatori di sapidità danno agli alimenti sapori “finti” alterando la nostra capacità di percepire il vero sapore del cibo.
  • complesso, con troppi ingredienti, a volte poco comprensibili, il che significa che spesso non sappiamo cosa stiamo mangiando ne l’effetto che tale cibo ha su di noi.

L’alimentazione naturopatica, l’esatto contrario di quella industriale, si basa su due principi fondamentali: deve rispettare le caratteristiche biologiche degli esseri umani in generale e la biodiversità di ogni persona, rendendo il nutrimento adatto alle sue esigenze specifiche.

Vediamo, dunque, le caratteristiche principali dell’alimentazione naturale:

  • INTEGRALE, riferito in particolare ai cereali, che, se troppo raffinati, perdono le loro qualità nutrizionali , diventando una materia appiccicosa che non nutre e occupa l’intestino, rendendo più difficile la sua motilità
  • VIVO, o perlomeno non conservato troppo a lungo, come frutta, verdura e alimenti fermentati, ricchi di enzimi e fermenti vivi
  • FRESCO, applichiamo la filosofia “chilometri zero” ogni volta che sia possibile, sia per ridurre l’inquinamento che per garantire il cobo fresco e meno conservato
  • VARIATO, il cibo deve variare ad ogni pasto, ogni giorno e ad ogni stagione, assicurando così la rotazione di tutte le sostanze nutrienti evitando episodi di intolleranze o allergie
  • NON TOSSICO, evitare le sostanze chimiche, come additivi, conservati, antibiotici ecc, tossici e dannosi per l’organismo
  • MODERATO, il segreto? Non far diventare il cibo l’unica, o la più importante fonte del piacere. La maggior parte delle persone mangia molto più del necessario, andando incontro al sovrappeso con tutto ciò che comporta.
  • ENDOGENO, preferiamo i cibi locali! Di soliti i cibi della propria fascia climatica contengono le sostanze che il corpo di chi le consuma richiede per digerirle e assimilarle meglio.
  • CON SAPORI NATURALI, i cibi sono naturalmente saporiti! Se non riesci ad apprezzare i sapori naturali forse è il momento di disintossicarti dai cibi industriali!

PERCHÉ MANGIAMO (TANTO)? Un punto di vista diverso

Che l’alimentazione sia un bisogno fondamentale ai fini della nostra sopravvivenza è talmente ovvio da non meritare ulteriori commenti. Quello su cui si invita a riflettere è IL SIGNIFICATO DEL CIBO, al di la della sua funzione primaria.

Durante tutto il suo processo evolutivo l’uomo non ha potuto sottrarsi all’attività quotidiana finalizzata alla ricerca del cibo, che occupava gran parte del suo tempo. Ancora oggi per molti milioni di persone la preoccupazione numero uno è quella di trovare il modo di riempirsi lo stomaco, pena la morte. In una situazione come quella, in cui tutte le nostre attenzioni sono rivolte alla ricerca del cibo, non c’è lo spazio per altre attività, più nobili ed edificanti.

Eppure, oggi, in un momento storico in cui si affaccia per una parte dell’umanità la prospettiva di potersi liberare dalla schiavitù della ricerca del cibo, guadagnando tempo ed energie da dedicare alle attività culturali, intellettuali, spirituali…tante persone, pigre sotto il profilo fisico e creativo, meno attente alle sfide culturali e all’innovazione, si rifugiano in quella che viene definita la “cultura del cibo”.

Ovviamente, mangiare in modo sano e avere la cura della propria alimentazione è uno dei pilastri della nostra salute. Quando però il cibo diventa l’unico svago, oscurando le altre fonti di piacere, sottraendo il tempo alle attività creative e costruttive e da amico prezioso si trasforma in nemico da combattere, dobbiamo soffermarci e riflettere.

Vediamo allora insieme quali sono gli aspetti dell’alimentazione ritenuti irrinunciabili per la maggioranza della popolazione e cosa fare per ridimensionarli.

  • IL PIACERE Ebbene si! Mangiamo per il piacere del gusto. Se la prima funzione del gusto era quella difensiva, legata al riconoscimento di stimoli negativi, quello che rimane oggi è la ricerca del piacere fine a se stesso. Mangiare, tra le attività quotidiane legate alla ricerca del piacere, rappresenta la forma più rapida, facile ed economica di soddisfacimento di questo bisogno; non ci costa nessuna fatica e fra tutte le attività umane, può essere svolta praticamente ovunque. Ecco che, uno dei segreti per mangiare meno, diventa cercare ALTRE FONTI DI PIACERE! Cosa vi entusiasma? Ballare, cantare, suonare, leggere, passeggiare, cucire, dipingere, studiare, ascoltare musica…ci sono tante attività che possiamo attivare per soddisfare il bisogno di piacere, basta guardarci dentro e dare sfogo alle proprie passioni! In questo modo spostiamo il nostro interesse dalla tavola ad altre attività, migliorando la salute, mantenendo più facilmente il peso forma, e non per ultimo, arricchendoci con altre soddisfazioni sane, nobili e costruttive.
  • LA CONVIVIALITÀ Il mangiare in compagnia favorisce gli scambi sociali? Stare insieme, incontrarsi per il piacere o per lo scambio di informazioni, condividere alcune ore con le persone care…spesso sono occasioni che leghiamo al mangiare. Non esiste più una festa, celebrazione, ricorrenza il cui fulcro non ruoti intorno ai banchetti, rinfreschi, cene, aperitivi ecc…L’evento culturale passa in secondo piano e la tavola imbandita (spesso con “delizie” ipercaloriche e poco sane) diventa l’attrazione principale. Così…in nostro peso sale ancora, si accumulano i grassi nel sangue, si inizia ad affacciare il diabete, la ipertensione e tutte quelle malattie che caratterizzano il nostro tempo. Non dobbiamo rinunciare a deliziarci con il buon cibo, ma queste riflessioni servono per farci ridimensionare il suo ruolo preponderante nel nostro vivere quotidiano, a scapito di tante altre attività che potremmo implementare. Chi ha detto che dobbiamo incontrarci solo per mangiare? USCIAMO ALLORA per incontrare gli amici, andiamo a fare una passeggiata insieme, una gita in barca o in bicicletta, un’immersione nella natura…che con i suoi ritmi, silenzi e colori saprà offrirci un piacere da affiancare a quello culinario!
  • LA PREPARAZIONE DEL CIBO Pensiamo per un momento al tempo che dedichiamo a fare la spesa, a preparare i pasti cimentandoci quotidianamente nella esecuzione di piatti elaborati…e ora pensiamo QUANTO POTREMMO GUADAGNARE, in termini di tempo, energia e salute, se semplificassimo i nostri rituali legati al cibo, privilegiando una buona insalata e la frutta, se preparassimo il mangiare per la settimana congelando le zuppe, i sughi, le verdure…

Non c’è nulla di male nell’incontrarsi ogni tanto dividendo il pasto in compagnia, a casa o al ristorante, o indulgere, se l’occasione lo richiede, in un pasto più ricco e variegato, preparato con amore e dedizione, oppure a gustare i cibi diversi, magari di provenienza lontana, senza però che questo diventi un’ossessiva abitudine.

Tante persone si lamentano di non avere tempo per leggere, per studiare, per curare il proprio corpo, incontrare gli amici o dedicarsi alle attività creativi, a un hobby…Eppure, pochi prendono la facile decisione di eliminare le attività che possono essere eliminate senza tanti problemi, come quelle legate ad un esagerato culto del cibo.

PAPAYA – UN CONTENITORE DI SALUTE

Da alcuni giorni sono in Colombia, il paese che vanta un’incredibile varietà di frutta… Passeggiando, da ogni angolo spuntano mercatini, banchetti e carretti con piramidi di frutta di tutte le forme, colori e sapori…

Oggi vorrei parlarvi della regina dei frutti tropicali, la PAPAYA, un contenitore incredibile di proprietà benefiche per la nostra salute. Scopriamo dunque come utilizzare al meglio tutte le sue virtù.

L’albero della Papaya è caratterizzato dalle foglie grandi e dai frutti di forma oblunga che hanno una buccia liscia verde – giallastra e piccoli semi interni mucillaginosi mentre la polpa è di colore arancione, dolce e succosa.

Le proprietà benefiche della papaya

Il frutto contiene circa 35-40 Kcal per etto apportando carboidrati per la maggior parte sotto forma di zuccheri semplici, proteine  e grassi in quantità trascurabili mentre da un punto di vista nutrizionale è un autentico elisir di benessere.

La polpa è ricchissima di enzimi proteolitici, tra cui spicca la papainain grado di scindere le proteine alimentari in semplici aminoacidi, favorendo i processi digestivi.

Diversi studi hanno dimostrato che la polpa di papaia è un utile coadiuvante intestinale sia in caso di stipsi che per la normalizzazione di feci troppo liquide, serve solo variare il dosaggio. Diventa un aiuto prezioso anche in caso di colon irritabile con un miglioramento del dolore e del gonfiore.

Il suo contenuto di vitamina C, essenziale per l’assorbimento del ferro e per la formazione di globuli rossi, ossa e denti, è superiore a quello dell’arancio. E’ altrettanto ricca di pro-vitamina A, il che la rende amica della pelle e dei capelli, utile per mantenere in salute il tratto urinario, i polmoni e l’apparato digerente. Esercita anche un importante azione preventiva nei confronti delle malattie cardiovascolari.

In particolare, è degna di nota la ricchezza in antiossidanti come selenio e flavonoidi in grado di rinforzare il sistema immunitario, proteggere dai tumori e combattere i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare.

 

I flavonoidi inoltre, assicurano lo smaltimento di tossine e favoriscono il benessere dell’apparato circolatorio.

Degna di nota è anche l’elevata disponibilità di sali minerali in particolare potassio, magnesio, fosforo e calcio utili soprattutto per il benessere dell’apparato osteo-articolare.

Infine, la papaya presenta una notevole proprietà alcalinizzante in grado di ristabilire l’equilibrio acido – base spesso scompensato da un’iperacidità dovuta a diete carenti di frutta e verdura fresche.

Ora eccovi qualche idea per consumare la papaya e godere dei suoi benefici!

Mangiata tal quale, in piena maturazione, ha un sapore dolce e gradevole ma può essere utilizzata per la preparazione di bevande anche in associazione ad altri frutti.

Succhi di papaia e pera, papaia e ananas, papaia e arancia, papaya e melograno sono una bomba antiossidante mentre frullata con banana e pesca garantisce un pieno di potassio. Per rendere il frullato più sostanzioso potete aggiungere dei datteri o dell’uva passa e a piacere aromatizzare con vaniglia.

Come contorno, la papaya verde rende la carne più tenera e digeribile. Privata dei semi può essere aggiunta alla carne anche in cottura, perché utilizzata in questo modo è un ottimo complemento per i piatti di pesce e per quelli ricchi di proteine e grassi difficili da digerire.

La polpa può essere utilizzata per la preparazione di salse con aggiunta di limone, peperone dolce, miele o per chi vuole renderla piccante anche del peperoncino macinato ed aromi a piacere.

Altre salse dolci con mela, banana e cannella vengono proposte per sane colazioni, ideali anche per i bambini. Anche in questo caso la salsa frullata può essere arricchita con frutta secca. Nell’Ayurveda, la papaia è consigliata per mantenere in equilibrio i tipi costituzionali Vata e Pitta. Gradevoli i pezzetti di papaya candita che possono essere aggiunti al muesli per la prima colazione o consumati come spuntino spezza fame.

Nella cucina tradizionale potete unirla alle vostre insalate, vegetali o di pesce, utilizzarla nella preparazione di creme dolci, fresca a fette sopra ad una crostata, aggiunta alle vostre macedonie o utilizzata per preparare marmellate. In molte ricette per la realizzazione dei prodotti da forno viene utilizzata in purea o piccoli pezzi con aggiunta di noci, mandorle, fichi e spezie.

E per la stagione calda non fatevi mancare il sorbetto preparato mescolando la polpa matura di papaya con acqua, zucchero di canna e limone prima di essere posizionato in freezer. Gustatelo semplice o accompagnato da frutta fresca di stagione!

Controindicazioni della papaya

In alcuni paesi asiatici si utilizzano i semi di papaya come contraccettivo naturale, bisogna stare attenti perché l’uso prolungato dei semi sembrerebbe avere portato a casi di infertilità maschile, per fortuna reversibile.

Anche le donne in gravidanza devono stare attente al consumo di papaya, perché il frutto acerbo contiene della papeina, sostanza ricca di proprietà digestive ma che può indurre contrazioni uterine.

Attenzione anche al lattice contenuto nella scorza, gli allergici devono sapere che può provocare reazioni.

KEFIR…UNA FONTE DI SALUTE

Avete mai provato il kefir? Se no, forse dovreste… e il vostro corpo vi ringrazierà!

Cos’è il kefir?
Il kefir è una bevanda ricca di fermenti lattici e probiotici. La sua consistenza e gusto sono simili a quelli dello yogurt, ma viene creato in modo diverso e contiene ceppi di batteri differenti. Inoltre, contiene lievito, vitamine, minerali e proteine facilmente digeribili.

Il kefir viene prodotto utilizzando “grani di avviamento”, un insieme di batteri e lieviti che interagiscono con il latte quando vengono coltivati a temperatura ambiente. Può essere creato con diversi tipi di latte: di mucca, pecora, capra, soia, riso e cocco, risultando anche più sicuro dello yogurt per coloro che sono intolleranti al lattosio! La ricca quantità di lieviti e batteri nel kefir forniscono la lattasi, un enzima che consuma gran parte del lattosio lasciato in seguito al processo di coltura.

Il kefir possiede una consistenza cremosa e un sapore leggermente acido, che lo rende ideale per la colazione o come spuntino veloce.

Quali sono i benefici del kefir?
Il contenuto probiotico del kefir fornisce numerosi benefici:

Salute digestiva: Il kefir contiene probiotici, ottimi per la salute digestiva generale in quanto contribuiscono a mantenere un microbiota intestinale sano. I ceppi salutari del kefir aiutano a ripristinare la flora persa durante trattamenti antibiotici, o un’alimentazione poco nutriente, promuovendo la digestione e alleviando disagi gastrointestinali.

Salute immunitaria: Avere un intestino sano significa anche avere un sistema immunitario sano! Il kefir contiene il ceppo batterico Lactobacillus Kefiri, che può aiutare nella difesa da batteri nocivi come la salmonella. Contiene inoltre  biotina e folato che contribuiscono alla salute generale.

Salute cutanea: Il kefir contiene un carboidrato unico chiamato Kefiran, che può aiutarci a migliorare la qualità della pelle e promuovere la guarigione cutanea. Questo, insieme al contenuto probiotico del kefir, contribuisce ad equilibrare problemi della pelle come acne e irritazioni.

Potete gustare il kefir come bevanda a colazione o per uno spuntino salutare. E’ ottimo anche per condire le insalate di frutta, con l’aggiunta di una goccia di miele!

Lo trovate nei negozi BIO… ma ultimamente anche nei banchi frigo dei latticini nei supermercati ben forniti!

SCIROPPO ANTI-RAFFREDDORE

Arrivano i primi freddi, e non tardano ad affacciarsi i soliti malanni di stagione, naso chiuso, mal di gola, tosse. . . Se per ora vi siete salvati, giocate in anticipo, rinforzate il vostro sistema immunitario mangiando tanta frutta e verdura, facendo del movimento all’aria fresca e magari dedicandovi ad un attività che vi piace, per affrontare la vita in modo più gioioso! Aiuta tanto, credetemi!

Oggi vi fornisco anche una ricettina che potrà sostenervi per rinforzare ulteriormente le vostre difese. Uno sciroppo facile facile che potrete preparare in 10 minuti e che sarà più efficiente di quelli che trovate in farmacia.

Dunque, munitevi di un paio di limoni “non trattati” (è fondamentale perché va usata anche la buccia), una radice di zenzero e un barattolo di miele.

Lavate bene i limoni, asciugateli e tagliateli a fettine sottili. Sbucciate lo zenzero con lo sbucciapatate e tagliate anche quello a fettine.

Prendete un barattolo di vetro da 400/500 grammi, lavato bene con l’acqua bollente, e iniziate a fare gli strati di limone e zenzero, alternandoli fino a riempire il barattolo. Fatto ciò, aggiungete poco per volta il miele, facendolo scorrere fino al fondo del barattolo, fino a riempirlo. Bene! Avete appena preparato una pozione “quasi magica” che vi aiuterà sicuramente a passare meglio l’autunno e l’inverno.

Il barattolo va chiuso e riposto in frigorifero per c.ca una settimana prima di utilizzarlo. Potete prenderne un cucchiaio al giorno, ma anche masticare il limone e lo zenzero. Per darlo ai bambini, mischiate un cucchiaino dello sciroppo con un po’ di tisana tiepida, di fiori di sambuco, per esempio! Potete conservarlo in frigo per c.ca un mese.

Potete preparare qualche barattolo in più e fare dei bei regali di Natale. Basterà creare una bella etichetta, le istruzioni per l’uso e attaccare un nastrino festoso! Sarà un regalo graditissimo e molto salutare! BUON AUTUNNO A TUTTI!

CRACKER DI SEMI

Ecco a voi una ricetta messa a punto dopo varie sperimentazioni! Cracker semplici da realizzare, leggeri e gustosi, perfetti per accompagnare le fresche pietanze estive come tzatziki, humus o il guacamole!

Ecco gli ingredienti:

150g di farina integrale biologica (cercate la farina buona, magari di un mulino locale o di provenienza sicura, vi assicuro che fa la differenza!

30ml di olio extravergine di oliva

sale rosa dell’Himalaya (a piacere)

120ml di acqua

100g di semi a scelta, anche misti (sesamo, lino, girasole, zucca, quinoa, chia)

Per spalmare: olio e sale (a piacere un po di curcuma) mischiate gli ingredienti in una ciotolina)

Preparazione:

In una padella, a fuoco basso, tostate leggermente i semi per c.ca 10 minuti . Lasciate raffreddare. Una volta raffreddati i semi vanno macinati, preferibilmente con un mulino, manuale o elettrico, in alternativa con un multi-pratic.

Unite i semi macinati alla farina e al sale. Formate una fontana e aggiungete l’olio e acqua. Impastate bene. Dovete ottenere un panetto morbido, non appiccicoso. Se serve, aggiungete altra acqua o farina. Lasciate riposare il panetto ottenuto a temperatura ambiente, coperto con un panno, per c.ca 30 minuti.

Dividete l’impasto in 4 pezzi e formate 4 piccoli panetti che stenderete con il mattarello su una superficie infarinata. Dovete ottenere una sfoglia molto sottile.

I cracker possono essere cotti in padella oppure in forno. Se avete un forno ventilato potete sfruttare più piani di cottura contemporaneamente.

Una volta collocata la sfoglia sulla superficie di cottura (padella o teglia) incidetela con un coltello dando la forma ai vostri cracker…quadrati, rettangolari, triangolari…scegliete voi! La sfoglia va cotta per c.ca 10 minuti, finché non diventa dorata e croccante! Se usate la padella, dopo c.ca 5 minuti rigiratela per cuocerla bene da entrambi i lati.

Una volta cotti, ancora caldi, spalmateli con l’olio aromatizzato!

Si conservano benissimo per una decina di giorni. (ma vi avverto! se non li nascondete, finiscono subito! Troppo buoni….)

Buon appetito!

TZATZIKI – LA SALSA GRECA

Siamo alla prese con le prime giornate calde con sempre più voglia di mangiare cose fresche e veloci da preparare? Mangiare crudo e non passare le ore davanti ai fornelli a cucinare ci regala non solo benessere ma anche tanto tempo libero da dedicare alle altre cose! Una passeggiata, un momento di relax, un lavoro creativo? Decidete voi!

Oggi condivido con voi una ricetta greca, semplice e gustosa, a base di yogurt. A differenza del latte e i suoi derivati, sconsigliati nelle diete disintossicanti, lo yogurt fa eccezione grazie alla presenza dei fermenti lattici che svolgono azioni depurative e protettive dell’organismo.

Ecco a voi allora questa ricetta, che realizzerete davvero in 10 minuti!

Ingredienti (per 4 persone c.ca):

200 grammi di yogurt greco (esiste anche a basso contenuto di grassi, se siete a dieta)

1 cetriolo

1 spicchio di aglio

1 manciata di foglie fresche di menta (che potete sostituire a piacere con due rametti di aneto)

2 cucchiai di olio extravergine di oliva

Preparazione:

Sbucciate e spuntate il cetriolo, grattugiatelo o tagliatelo a dadini (come preferite!) e metteteli in una terrina.

Sbucciate e tritate l’aglio insieme alla menta e aggiungeteli ai cetrioli, unite anche l’olio e lo yogurt.

Mescolate bene e mettete lo tzatziki in frigorifero per almeno un’ora prima di servirlo su crostini di pane o sui cracker!

Buon appetito!

LA FELICITA’ NELLE PICCOLE COSE

In questi giorni ho letto un libro molto carino, dal titolo “Il metodo danese per vivere felici”. Lettura semplice e gradevole, ricca di spunti di riflessione e di idee per rendere le giornate più leggere e come dicono in Danimarca, passare del tempo “HYGGELIG”. Bene, vediamo un po meglio di cosa si tratta! Possiamo dire che HYGGE è un modo di essere, un termine che racchiude lo STILE DI VITA dei danesi, indicando l’attitudine a trovare la felicità nelle piccole cose di ogni giorno!

La parola, originaria dalla protolingua norvegese antica, dove significava pensarsi e sentirsi soddisfatti, oggi identifica uno dei valori fondanti dei danesi, basato su una cultura orientata alla famiglia e uno stato sociale fondato sull’uguaglianza. La Danimarca oggi è uno dei paesi più felici del mondo, e molti dei ricercatori hanno messo in evidenza proprio il contributo del fattore HYGGE, questo spazio di esplorazione sociale, creativa e personale della propria vita reso possibile dall’efficiente sistema sociale e dalla stabilità economica. Quando i bisogni principali sono soddisfatti e il clima è quello dell’uguaglianza economica, si enfatizza la felicità soggettiva dell’individuo…si fa meno fatica…non si è costretti a lottare tutti il tempo…HYGGE è tutto questo, avere tempo per stare insieme agli altri, dedicarsi alle proprie passioni, creare un nido accogliente, provare il piacere di prendersi cura del prossimo…rilassarsi e fare con piacere e spontaneità…

Parleremo ancora tanto di HYGGE, del ruolo che ha nell’educazione dei bambini, nella vita sociale, nella organizzazione degli spazi e a tavola…

Per oggi, concludo offrendovi la ricetta dello “snobrod” ossia “treccia di pane”, un modo di preparare il pane intrecciando l’impasto intorno ad un bastone e lasciandolo cuocere sulla brace. Godersi gli “snobrod” fatti in casa, circondati dalla natura, dal calore e da una buona compagnia, è un classico momento HYGGELIG! Sperimentata l’anno scorso al mare in Croazia, proposta da amici svedesi…ha davvero trasformato la serata in qualcosa di magico! All’improvviso tutti i bambini presenti in piazzetta si erano aggregati intorno ad un fuocherello muniti di ramoscelli di pino a cuocere i loro “SNOBROD”, con gli adulti rilassati davanti ad un bellissimo concerto di World Music del M°Roland Ricaurte (www.rolandricaurte.com). Si era creato quell’autentico momento di armonia dove tutti i sensi vengono stimolati…l’udito con le note della musica, l’olfatto con il profumo del pane, la vista con il meraviglioso paesaggio, il tatto con la sensazione del calore sul viso…

OK! Ecco a voi la ricetta!

per c.ca 10 snobrod:

300 ml di latte intero o acqua

25 g di lievito

1 cucchiaino di sale

500 g di farina

un pizzico di zucchero e cardamomo

10 bastoncini appuntiti con le estremità prive di corteccia

Preparazione (da fare anche insieme ai bambini!) Scaldate il latte o l’acqua finché non diventano tiepidi, poi scioglietevi il lievito. Aggiungete il sale e poco a poco anche la farina, lo zucchero e il cardamomo. Impastate e lasciate riposare per mezz’ora. (mentre aspettate che l’impasto lieviti potete cercare e decorticare i bastoncini). Con l’impasto ottenuto preparate una decina di sfilatini a forma di salsiccia e arrotolateli intorno a un bastoncino. Lasciate riposare per altri venti minuti. Cuoceteli sul fuoco finché non saranno dorate. Godetevele cosi con un po di burro o marmellata!

 

GHIACCIOLI CASALINGHI

Maggio è il mese in cui i profumi e i colori della frutta iniziano a stuzzicarci dagli scaffali e banchi dei mercatini. Abbiamo davanti a noi il periodo in cui la terra ci dona i suoi frutti più buoni…pesche, ciliegie, albicocche, nespole, meloni, cocomeri… Approfittiamo allora per fare il pieno di vitamine e sali minerali! Un modo gustoso per fare il pieno di frutta è anche quello di “fabbricare” i gelati casalinghi!
Un’attività molto divertente da fare insieme ai bambini! E vi dirò di più! Siccome è davvero molto facile, una volta che hanno capito come si fa, potranno anche cimentarsi da soli in questa piacevole impresa.
Allora, armati di grembiulini e taglieri, mettiamoci all’opera!

Ingredienti per 6 ghiacciolini:

– 250 grammi di frutta a scelta
– l’albume di un uovo
– 2 cucchiai di zucchero grezzo di canna

Mettiamo tutti gli ingredienti in un frullatore e azioniamo per c.ca 1 minuto, finché non otteniamo una crema omogenea.
Riempiamo gli stampini (li trovate in tutti i negozi di casalinghi), infiliamo gli stecchini e mettiamo in freezer per minimo 3-4 ore.

Ora che dirvi? Buon appetito e fatemi sapere se avete gradito!