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LA VISIONE – IL FUTURO CHE SOGNIAMO

“Se non sapete dove andate, come farete a sapere se siete arrivati… se non avete una visione personale finirete ad inseguire quella di qualcun altro.”

Nonostante l’affermazione citata sia una verità incontestabile, possiamo dire che poche persone hanno una percezione chiara della propria vita, del lavoro che svolgono e delle relazioni che intrattengono.

Viviamo di giorno in giorno sopraffatti di impegni ed occupazioni che ci sottraggono tempo ed energia, in una società che ci pone obiettivi e standard sempre più pressanti.

Dovremmo sempre stare attenti a 1000 cose; alimentazione, attività fisica, salute, gestione dello stress, relazioni interpersonali, armonia famigliare, educazione dei figli, carriera… e si presuppone che insieme a tutto ciò dovremmo riuscire a trovare del tempo per goderci la vita, coltivare dei hobby, viaggiare, apparire sempre in forma e giovani, riuscire anche a meditare o dedicarsi alla vita spirituale…

Forse potremmo anche riuscirci, se ogni giornata avesse 48 ore e la nostra vita durasse almeno 200 anni!

In altre parole, se prendiamo in considerazione tutte queste esigenze, è più che ovvio che sia facile perdersi tra le aspirazioni personali e le pressanti aspettative della società.

Qual è allora il segreto? Come potremmo mai riuscire a sentirci appagati, e se possiamo azzardare, anche soddisfatti e felici?

L’insuccesso esistenziale di tanti personaggi famosi ci conferma che il benessere materiale non è la chiave. Si può avere tutto ed essere persone più infelici del mondo.

Come disse Dalaj Lama: “Sacrifichiamo la nostra salute per ottenere denaro. Dopo di che, sacrifichiamo il denaro per riottenere la salute. Siamo sempre preoccupati per il futuro che non riusciamo a vivere il presente. Viviamo come se non dovessimo mai morire, e moriamo come se non avessimo mai vissuto.”

Per tanti, prima o poi, arriva la consapevolezza di questo vuoto esistenziale. Nonostante il benessere materiale, un buon posto di lavoro, la famiglia, lo status acquisito…si percepisce la mancanza di qualcosa.

I più fortunati che arrivano a questa consapevolezza riescono a capire che si tratta di una mancanza di passioni e di motivazioni. Questa mancanza spesso nasconde l’assenza di una chiara visione di ciò che vogliamo per il nostro futuro, la costanza e la fede nella sua realizzazione.

Possono sembrare situazioni molto difficili, ma i sintomi di malessere che ci fanno visita spesso sono un prezioso consigliere che accende la lampadina, avvertendoci che dobbiamo cambiare strada. Bisogna saper cogliere questi segnali e tramutarli in qualcosa di buono!

Non è facile arrivare a questo stadio. Karl Gustav Jung diceva infatti che viviamo la prima metà della vita compiendo la visione di qualcun altro, è poi, se siamo abbastanza fortunati, viviamo il resto della vita così come ci piace.

Se anche voi, attraversando il sentiero della vita, vi siete smariti o soffermati incerti su come proseguire, fermatevi un momento e cercate di immaginare la vita che vorreste… in altre parole, cercate la vostra visione!

La questione che si pone, ovviamente, è come attivare questo processo.

Ci sono diversi modi, ma non esiste una formula matematica. Ognuno di noi deve trovare la strada che più gli si adice.

Prima di tutto, dobbiamo passare più tempo con noi stessi, rilassarci, riposarci, avvicinarci alla natura, dedicarci alle attività creative che ci piacciono; musica, pittura, danza, fotografia… consapevoli del fatto che la visione non arriva a comando! Bisogna uscire da schemi rigidi che dettano la quotidianità… Cercate piuttosto il bambino che vi abita, GIOCATE, ricordate cosa vi faceva felici quando eravate piccoli e lasciatevi guidare dall’intuizione.

Uno dei metodi utilizzati per aiutarsi in questa ricerca è la realizzazione della cosiddetta VISION BOARD ossia la LAVAGNA DELLA VISIONE. Può costituire uno stimolo interessante per iniziare a lavorare su voi stessi, perché non c’è nessuno che potrà aiutarvi se prima di tutto non vi mettete in gioco da soli!

Munitevi quindi di colori, fobici, colla e vecchi giornali, fatevi avvolgere delle note di una musica che amate…e siete pronti per iniziare questo entusiasmante percorso … alla ricerca della felicità!

Avete bisogno di una lavagna o un foglio di carta grande che pian piano riempirete con immagini e colori che vi piacciono, con parole che daranno voce ai vostri desideri…

Il processo di realizzazione della vostra VISION BOARD attiverà la fantasia e i processi creativi che daranno adito alle idee nuove e apriranno la vostra mente alle possibilità ed alle risorse necessarie per realizzarle.

Ricordatevi che in ogni percorso di ricerca interiore è fondamentale garantire alcuni presupposti; come uno scrittore che ha bisogno di tempo e di tranquillità per scrivere, anche noi, per scrivere il romanzo più importane, quello della nostra vita, dobbiamo permetterci di uscire dal pensiero razionale e di attivare l’emisfero destro del cervello risvegliando l’intuizione, la creatività ed una visione olistica della vita.

TROVARE IL TEMPO DI…

Spesso ci lamentiamo di non avere tempo…vorremo fare tanto, ma lui, sua maestà, inesorabilmente procede la sua corsa…

Se anche te fai parte della schiera di chi di tempo non ne ha mai abbastanza, sappi che la parola magica è “organizzazione”.

Organizzare il proprio tempo per vivere meglio e condurre la propria vita in modo più efficiente è uno degli obiettivi concreti più importanti che ci dovremmo porre.

Occupiamo la gran parte della nostra vita a svolgere attività “obbligate” ed espletare funzioni fisiologiche, attività che per la loro ripetitività e la mancanza di contenuti affettivi ed emozionali non arricchiscono in nulla la nostra esistenza. Ma la cosa peggiore è che accanto a queste attività, indispensabili per la nostra sopravvivenza, sprechiamo tanto tempo prezioso per svolgere tante altre attività inutili ai fini della qualità della vita, come ripetere dei rituali e coltivare abitudini di cui non conosciamo il significato.

Una cosa è certa: il tempo che abbiamo a disposizione è limitato, è quindi occorre sfruttarlo al meglio, acquisire la consapevolezza che solo una programmazione accurata, che tenga conto della nostra vita, del passato, presente e futuro, può consentirci di selezionare le nostre attività dedicandoci a quelle che ci danno maggiore soddisfazione e ci consentono di vivere bene!

Ora, se non riuscite a fare quello che vi piace perché non avete tempo, l’unico modo per recuperarne un po è sottraendolo ad attività inutili.

Può sembrare banale, ma questa operazione richiede rigore, impegno ed organizzazione. Spesso una persona da sola non è in grado di fare un “buon lavoro di pulizia”, e qui può venire in aiuto un buon counselor in scienze della salute bio-psico-sociale, un professionista capace di analizzare insieme a noi lo stile di vita che conduciamo e di accompagnarci nella ricerca della salute e di una vita più felice.

Ma da soli, cosa possiamo fare? Eccovi qualche idea per passare all’azione!

  1. Definiamo le attività per le quali vorremmo trovare del tempo!
  2. Facciamo un elenco dettagliato di tutte le attività quotidiane
  3. Riflettiamo sul significato di ciò che abitualmente facciamo (seguiamo schemi e modelli di pensiero e di comportamento che non hanno più ragione di esistere? ci sentiamo obbligati a svolgere determinate attività? quanto ci soddisfa ciò che facciamo?
  4. Cerchiamo di individuare i tempi morti e le abitudini prive di utilità per gli scopi che ci siamo posti (come potremmo ridurre il tempo delle attività “obbligate”, tipo cucina, pulizie, spesa…? quanto tempo passiamo davanti alla TV, le nostre relazioni si fondano sull’affetto e il piacere o sull’ipocrisia e superficialità?..
  5. Diventiamo consapevoli di quello che facciamo, sapendo di poter fare delle scelte. E’ ovvio che abbiamo bisogno di lavorare, di distrarci, di riposare, ma abbiamo anche bisogno di coltivare le vere passioni, la cosa importante è fare tutto ciò assumendo in pieno il controllo della nostra vita, disinserendo quel “pilota automatico” fatto di abitudini e condizionamenti.

Ricordate, possiamo migliorare la nostra vita solo partendo da noi stessi, assumendocene la responsabilità e sapendo di avere noi il timone in mano!

 

ACQUA PROFUMATA DI SAN GIOVANNI

Fiori di campo, erbe profumate e un pizzico di magia: c’è tutto questo nell’acqua di San Giovanni che potrai preparare questa sera e usare domani mattina!

Se volete cimentarvi anche voi in una bella attività da condividere con i vostri bambini, con amici o famigliari, prima del tramonto uscite insieme alla ricerca delle erbe di San Giovanni. Una tradizione molto diffusa racconta che in questa notte, bagnate dalla rugiada, le piante aumentino le loro proprietà medicinali: in un proverbio romagnolo si dice che la rugiada di San Giovanni guarisce tutti i mali! Si riteneva che chiunque si bagnasse con la rugiada durante questa magica notte si dotava di una barriera protettiva.

L’anno scorso, per la prima volta, spinta dall’amore per i fiori e per la natura, preparai anch’io l’Acqua di San Giovanni. Alla vigilia del 24 giugno, mano per mano con mio figlio, muniti di scarponi e di buon umore, ci  incamminammo nella campagna vicina, in cerca di fiori ed erbette aromatiche. Entrò cosi tra le nostre tradizioni famigliari un’altra bella e divertente attività! Quindi, anche stasera, andremo alla ricerca di fiori e di erbette… e domani mattina, al risveglio, la profumata acqua con la quale ci laveremo il viso, ci regalerà un bellissimo momento di magia e benessere!

Per avere l’Acqua di San Giovanni  è sufficiente raccogliere, alla vigilia del 24 Giugno, le erbe profumate e belle che si trovano in luoghi incontaminati. Le erbe poi devono essere immerse in una ciotola piena di acqua pura che si pone al magico effetto della notte. La luce della Luna e la rugiada mattutina estraggono dai fiori i principi benefici di cui l’acqua si carica. Al mattino bisogna bagnarsi con questa acqua, lavarsi il viso e offrirla ai nostri familiari e amici. Questa acqua speciale, si dice, porta fortuna, amore e felicità…

Per scegliere le erbe giuste affidatevi ai vostri sensi, i fiori più belli e più profumati, le officinali che conoscete e qualsiasi erba che vi ispiri. Ci sono molte erbe tradizionalmente usate per questo antico rituale: l’Iperico (ossia l’erba di San Giovanni), il Rosmarino, la Rosa, la Menta, l’Artemisia, la Lavanda, la Verbena, ognuna delle quali viene aggiunta nella ricetta per un particolare motivo.

Si tratta di un rituale molto bello, diviso in varie fasi, ognuna delle quali può servire come spunto di riflessione e di conoscenza, regalandoci quei momenti, ormai cosi rari, di lentezza, di attesa e di connessione con la natura.

Raccogliendo le piante possiamo imparare a conoscerle e rispettarle, esponendo l’acqua con i fiori alla notte stimoliamo in noi la fiducia nel potere della natura e bagnandoci con l’acqua ci abbandoniamo nella purezza di un abbraccio profumato….  

Comunque sia, avremmo fatto qualcosa per noi stessi, dedicato del tempo ai figli o amici e condiviso una bella esperienza riconnettendoci con la natura che ci circonda! 

 

 

 

PIÙ ALTRUISTI…PIÙ SANI E FELICI!

Parto da un’esperienza che sto vivendo da un paio di anni per riflettere sul valore dell’altruismo e della condivisione.

La parte benestante del mondo è caratterizzata dalle società fondamentalmente individualiste… siamo centrati sui bisogni personali e al massimo quelli della propria famiglia….

La nostra necessità di relazionarsi con gli altri, che nasce per avere l’assistenza e l’accudimento di qualcuno, si è rivelata premiante sul piano evolutivo, portandoci a costruire una cultura di legami affettivi, disinteressandoci però di tutti coloro, che, seppur bisognosi, non rientrano in questa schiera “genetica” dei destinatari del nostro amore. Si tratta di un dato di fatto che emerge dallo studio della nostra evoluzione biologica.  Anche le persone con le possibilità economiche elevate o con tanto tempo a disposizione, raramente si metteranno al servizio di chi ha bisogno, con l’obiettivo di migliorarne la situazione, figuriamoci se poi si trovano a migliaia di chilometri di distanza o hanno la pelle di un’altro colore…

Ora vi racconterò una bella storia, un meraviglioso esempio di umanità e di solidarietà…

Siamo in un quartiere di Roma, dove vivono tante persone benestanti, tanti anziani e… tante badanti.

Un mondo parallelo quello delle badanti, un mondo di persone che per diversi motivi hanno lasciato le loro case, di persone che si occupano dei nostri genitori, nonni, zii…un mondo di persone che pochi conoscono, spesso trattate male, un mondo di persone sole…

In questo quartiere vive anche una persona che da tanti anni dedica la sua vita al volontariato, una persona che nonostante l’età, con un energia ed entusiasmo contagiosi, decide che va fatto qualcosa.

Vede tutti i giovedì pomeriggio queste signore camminare per le vie, le vede al parco, alcune sole, altre in gruppetti, spesso spaesate… e li scatta qualcosa…. la decisione di agire! Va dal parroco e chiede uno spazio. Prepara i volantini e inizia a distribuirli per le strade. Mi coinvolge in quest’avventura. Creiamo il primo incontro. Le persone si avvicinano, un po diffidenti, un po incuriosite. La diffidenza presto si scioglie in un caldo abbraccio di accoglienza… la curiosità e il piacere di sentirsi considerati abbattono tutte le barriere. Nasce cosi il progetto “Welcome”. Ieri abbiamo festeggiato il secondo anniversario. Il gruppo è cresciuto, ormai è una comunità di amici di tutto il mondo. Ci siamo raccontati ed emozionati, abbiamo creato numerosi eventi, fatto delle bellissime gite, organizzato corsi di formazione, risposto alle varie esigenze di conoscenza… Ma la cosa più importante è stata combattere la solitudine e, come hanno detto in tanti, ricreare una famiglia anche lontano da casa. 

Condividere l’affetto, il tempo o il benessere economico con chi è meno fortunato può farvi sentire molto meglio! Spogliarsi dei pregiudizi, sorridere di più, aprire il cuore, accogliere con affetto, ascoltare, sostenere progetti seri e importanti… sono fonti di benessere per tutti! Provare per credere….

 

LA FELICITA’ NELLE PICCOLE COSE

In questi giorni ho letto un libro molto carino, dal titolo “Il metodo danese per vivere felici”. Lettura semplice e gradevole, ricca di spunti di riflessione e di idee per rendere le giornate più leggere e come dicono in Danimarca, passare del tempo “HYGGELIG”. Bene, vediamo un po meglio di cosa si tratta! Possiamo dire che HYGGE è un modo di essere, un termine che racchiude lo STILE DI VITA dei danesi, indicando l’attitudine a trovare la felicità nelle piccole cose di ogni giorno!

La parola, originaria dalla protolingua norvegese antica, dove significava pensarsi e sentirsi soddisfatti, oggi identifica uno dei valori fondanti dei danesi, basato su una cultura orientata alla famiglia e uno stato sociale fondato sull’uguaglianza. La Danimarca oggi è uno dei paesi più felici del mondo, e molti dei ricercatori hanno messo in evidenza proprio il contributo del fattore HYGGE, questo spazio di esplorazione sociale, creativa e personale della propria vita reso possibile dall’efficiente sistema sociale e dalla stabilità economica. Quando i bisogni principali sono soddisfatti e il clima è quello dell’uguaglianza economica, si enfatizza la felicità soggettiva dell’individuo…si fa meno fatica…non si è costretti a lottare tutti il tempo…HYGGE è tutto questo, avere tempo per stare insieme agli altri, dedicarsi alle proprie passioni, creare un nido accogliente, provare il piacere di prendersi cura del prossimo…rilassarsi e fare con piacere e spontaneità…

Parleremo ancora tanto di HYGGE, del ruolo che ha nell’educazione dei bambini, nella vita sociale, nella organizzazione degli spazi e a tavola…

Per oggi, concludo offrendovi la ricetta dello “snobrod” ossia “treccia di pane”, un modo di preparare il pane intrecciando l’impasto intorno ad un bastone e lasciandolo cuocere sulla brace. Godersi gli “snobrod” fatti in casa, circondati dalla natura, dal calore e da una buona compagnia, è un classico momento HYGGELIG! Sperimentata l’anno scorso al mare in Croazia, proposta da amici svedesi…ha davvero trasformato la serata in qualcosa di magico! All’improvviso tutti i bambini presenti in piazzetta si erano aggregati intorno ad un fuocherello muniti di ramoscelli di pino a cuocere i loro “SNOBROD”, con gli adulti rilassati davanti ad un bellissimo concerto di World Music del M°Roland Ricaurte (www.rolandricaurte.com). Si era creato quell’autentico momento di armonia dove tutti i sensi vengono stimolati…l’udito con le note della musica, l’olfatto con il profumo del pane, la vista con il meraviglioso paesaggio, il tatto con la sensazione del calore sul viso…

OK! Ecco a voi la ricetta!

per c.ca 10 snobrod:

300 ml di latte intero o acqua

25 g di lievito

1 cucchiaino di sale

500 g di farina

un pizzico di zucchero e cardamomo

10 bastoncini appuntiti con le estremità prive di corteccia

Preparazione (da fare anche insieme ai bambini!) Scaldate il latte o l’acqua finché non diventano tiepidi, poi scioglietevi il lievito. Aggiungete il sale e poco a poco anche la farina, lo zucchero e il cardamomo. Impastate e lasciate riposare per mezz’ora. (mentre aspettate che l’impasto lieviti potete cercare e decorticare i bastoncini). Con l’impasto ottenuto preparate una decina di sfilatini a forma di salsiccia e arrotolateli intorno a un bastoncino. Lasciate riposare per altri venti minuti. Cuoceteli sul fuoco finché non saranno dorate. Godetevele cosi con un po di burro o marmellata!

 

PERCHE’ DISINTOSSICARSI

I rituali di disintossicazione hanno una tradizione antica. Li troviamo in diverse culture, nati con uno scopo purificante e spesso praticati seguendo i ritmi della natura…i cambi di stagione per esempio. Oggi, una “pulizia” periodica assume un significato importante, se pensiamo che viviamo in ambienti inquinati, mangiando cibi industriali, con le giornate scandite da ritmi stressanti e frenetici…

I vantaggi della disintossicazione sono numerosi: liberandoci dalle tossine accumulate raggiungeremo un livello più alto di vitalità e benessere, miglioreremo l’umore e perderemo peso, a vantaggio della nostra salute complessiva.

La via più breve e pratica alla depurazione passa attraverso la cucina in quanto il cibo influisce sensibilmente sullo stato di salute, sia in positivo che in negativo.

Per depurarsi bene però non bisogna ingaggiare una guerra con se stessi, ma piuttosto prendersela con calma e dolcezza. Occuparci del nostro corpo deve essere un piacere, non si tratta di un nemico da combattere! Qualche sacrificio alimentare deve essere bilanciato con più tempo da dedicare a se stessi…passeggiare, leggere, riposare, regalarsi un massaggio o dedicarsi alla musica… Dobbiamo inserire nella nostra vita piccoli piaceri che fanno bene al corpo e allo spirito, aiutandoci a ritrovare l’armonia e benessere. E’ importante acquisire la consapevolezza che mangiamo troppo perché il cibo è diventato una delle poche soddisfazioni immediate che abbiamo. Solo cosi potremmo sostituire pian piano lo snack con un buon libro, l’aperitivo con un bel concerto o ore passate ai fornelli con la passeggiata al bosco…

Vediamo ora quali sono i comportamenti più a rischio che influiscono sull’intossicazione:

  1. Mangiare troppo (e muoversi poco!)
  2. Mangiare troppe proteine
  3. Consumare snack in eccesso
  4. Assorbire un eccesso di stimoli: rumori, traffico, computer…
  5. Abusare di farmaci
  6. Riposare poco
  7. Reprimere le emozioni

Ci sono diverse diete disintossicanti che vedremo nel dettaglio nei prossimi articoli. La cosa più importante è partire valutando con onesta il proprio stile di vita. Se vogliamo stare veramente meglio, dobbiamo affrontare il nostro percorso di vita con consapevolezza; mangiare sano, fare attività fisica e avere un atteggiamento mentale costruttivo ci permettono di vivere anche la “fatica di vivere” con piacere ed entusiasmo e di cercare dentro di noi l’energia da dirottare verso obiettivi realizzabili, sostenibili e utili. Solo cosi il cibo, gli integratori e rimedi vari potranno diventare nostri alleati nella ricerca del benessere.

PASSEGGIARE NEL BOSCO

A Manziana, un piccolo comune tra Roma e Viterbo, vicino al Lago di Bracciano, esiste un bosco meraviglioso… uno di quei luoghi dove la natura ti avvolge e dove, muniti di un po di fantasia, puoi anche intravedere i folletti spuntare da dietro gli alberi. Ci sono tanti percorsi, dal vialone lungo e dritto per chi vuole farsi una bella camminata o un giro in bici, ai tanti sentieri che si addentrano tra le querce e il fitto sottobosco di felci, agrifogli e rose selvatiche. Ecco, se prendete uno di questi sentieri, provate a perdetevi nei colori, nei profumi e nella sinfonia della natura… cercate di abbandonarvi e di sentirvi parte di essa… di respirare a pieni polmoni e dimenticare tutto il resto… Camminate lasciando libero il pensiero, assorbendo la bellezza e la serenità che solo la natura può regalarci! Se siete con i bambini, lasciateli che esplorino, che scoprano il nido degli uccellini, la tana della talpa e le forme degli alberi. Invitateli ad ascoltare in silenzio e sentiranno il picchiettio del picchio, il fruscio delle foglie e il canto del merlo. Raccontategli l’armonia della natura che ci regala la vita e ci insegna tante cose…

Se vogliamo modificare il nostro stile di vita per sentirci meglio ed essere in salute ricordatevi che il contatto con la natura è fondamentale. A volte basta una passeggiata nel verde… vedrete che usciti dal bosco vi sentirete bene, ricaricati e rigenerati, con tanta voglia di tornare di nuovo!