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LA VISIONE – IL FUTURO CHE SOGNIAMO

“Se non sapete dove andate, come farete a sapere se siete arrivati… se non avete una visione personale finirete ad inseguire quella di qualcun altro.”

Nonostante l’affermazione citata sia una verità incontestabile, possiamo dire che poche persone hanno una percezione chiara della propria vita, del lavoro che svolgono e delle relazioni che intrattengono.

Viviamo di giorno in giorno sopraffatti di impegni ed occupazioni che ci sottraggono tempo ed energia, in una società che ci pone obiettivi e standard sempre più pressanti.

Dovremmo sempre stare attenti a 1000 cose; alimentazione, attività fisica, salute, gestione dello stress, relazioni interpersonali, armonia famigliare, educazione dei figli, carriera… e si presuppone che insieme a tutto ciò dovremmo riuscire a trovare del tempo per goderci la vita, coltivare dei hobby, viaggiare, apparire sempre in forma e giovani, riuscire anche a meditare o dedicarsi alla vita spirituale…

Forse potremmo anche riuscirci, se ogni giornata avesse 48 ore e la nostra vita durasse almeno 200 anni!

In altre parole, se prendiamo in considerazione tutte queste esigenze, è più che ovvio che sia facile perdersi tra le aspirazioni personali e le pressanti aspettative della società.

Qual è allora il segreto? Come potremmo mai riuscire a sentirci appagati, e se possiamo azzardare, anche soddisfatti e felici?

L’insuccesso esistenziale di tanti personaggi famosi ci conferma che il benessere materiale non è la chiave. Si può avere tutto ed essere persone più infelici del mondo.

Come disse Dalaj Lama: “Sacrifichiamo la nostra salute per ottenere denaro. Dopo di che, sacrifichiamo il denaro per riottenere la salute. Siamo sempre preoccupati per il futuro che non riusciamo a vivere il presente. Viviamo come se non dovessimo mai morire, e moriamo come se non avessimo mai vissuto.”

Per tanti, prima o poi, arriva la consapevolezza di questo vuoto esistenziale. Nonostante il benessere materiale, un buon posto di lavoro, la famiglia, lo status acquisito…si percepisce la mancanza di qualcosa.

I più fortunati che arrivano a questa consapevolezza riescono a capire che si tratta di una mancanza di passioni e di motivazioni. Questa mancanza spesso nasconde l’assenza di una chiara visione di ciò che vogliamo per il nostro futuro, la costanza e la fede nella sua realizzazione.

Possono sembrare situazioni molto difficili, ma i sintomi di malessere che ci fanno visita spesso sono un prezioso consigliere che accende la lampadina, avvertendoci che dobbiamo cambiare strada. Bisogna saper cogliere questi segnali e tramutarli in qualcosa di buono!

Non è facile arrivare a questo stadio. Karl Gustav Jung diceva infatti che viviamo la prima metà della vita compiendo la visione di qualcun altro, è poi, se siamo abbastanza fortunati, viviamo il resto della vita così come ci piace.

Se anche voi, attraversando il sentiero della vita, vi siete smariti o soffermati incerti su come proseguire, fermatevi un momento e cercate di immaginare la vita che vorreste… in altre parole, cercate la vostra visione!

La questione che si pone, ovviamente, è come attivare questo processo.

Ci sono diversi modi, ma non esiste una formula matematica. Ognuno di noi deve trovare la strada che più gli si adice.

Prima di tutto, dobbiamo passare più tempo con noi stessi, rilassarci, riposarci, avvicinarci alla natura, dedicarci alle attività creative che ci piacciono; musica, pittura, danza, fotografia… consapevoli del fatto che la visione non arriva a comando! Bisogna uscire da schemi rigidi che dettano la quotidianità… Cercate piuttosto il bambino che vi abita, GIOCATE, ricordate cosa vi faceva felici quando eravate piccoli e lasciatevi guidare dall’intuizione.

Uno dei metodi utilizzati per aiutarsi in questa ricerca è la realizzazione della cosiddetta VISION BOARD ossia la LAVAGNA DELLA VISIONE. Può costituire uno stimolo interessante per iniziare a lavorare su voi stessi, perché non c’è nessuno che potrà aiutarvi se prima di tutto non vi mettete in gioco da soli!

Munitevi quindi di colori, fobici, colla e vecchi giornali, fatevi avvolgere delle note di una musica che amate…e siete pronti per iniziare questo entusiasmante percorso … alla ricerca della felicità!

Avete bisogno di una lavagna o un foglio di carta grande che pian piano riempirete con immagini e colori che vi piacciono, con parole che daranno voce ai vostri desideri…

Il processo di realizzazione della vostra VISION BOARD attiverà la fantasia e i processi creativi che daranno adito alle idee nuove e apriranno la vostra mente alle possibilità ed alle risorse necessarie per realizzarle.

Ricordatevi che in ogni percorso di ricerca interiore è fondamentale garantire alcuni presupposti; come uno scrittore che ha bisogno di tempo e di tranquillità per scrivere, anche noi, per scrivere il romanzo più importane, quello della nostra vita, dobbiamo permetterci di uscire dal pensiero razionale e di attivare l’emisfero destro del cervello risvegliando l’intuizione, la creatività ed una visione olistica della vita.

TROVARE IL TEMPO DI…

Spesso ci lamentiamo di non avere tempo…vorremo fare tanto, ma lui, sua maestà, inesorabilmente procede la sua corsa…

Se anche te fai parte della schiera di chi di tempo non ne ha mai abbastanza, sappi che la parola magica è “organizzazione”.

Organizzare il proprio tempo per vivere meglio e condurre la propria vita in modo più efficiente è uno degli obiettivi concreti più importanti che ci dovremmo porre.

Occupiamo la gran parte della nostra vita a svolgere attività “obbligate” ed espletare funzioni fisiologiche, attività che per la loro ripetitività e la mancanza di contenuti affettivi ed emozionali non arricchiscono in nulla la nostra esistenza. Ma la cosa peggiore è che accanto a queste attività, indispensabili per la nostra sopravvivenza, sprechiamo tanto tempo prezioso per svolgere tante altre attività inutili ai fini della qualità della vita, come ripetere dei rituali e coltivare abitudini di cui non conosciamo il significato.

Una cosa è certa: il tempo che abbiamo a disposizione è limitato, è quindi occorre sfruttarlo al meglio, acquisire la consapevolezza che solo una programmazione accurata, che tenga conto della nostra vita, del passato, presente e futuro, può consentirci di selezionare le nostre attività dedicandoci a quelle che ci danno maggiore soddisfazione e ci consentono di vivere bene!

Ora, se non riuscite a fare quello che vi piace perché non avete tempo, l’unico modo per recuperarne un po è sottraendolo ad attività inutili.

Può sembrare banale, ma questa operazione richiede rigore, impegno ed organizzazione. Spesso una persona da sola non è in grado di fare un “buon lavoro di pulizia”, e qui può venire in aiuto un buon counselor in scienze della salute bio-psico-sociale, un professionista capace di analizzare insieme a noi lo stile di vita che conduciamo e di accompagnarci nella ricerca della salute e di una vita più felice.

Ma da soli, cosa possiamo fare? Eccovi qualche idea per passare all’azione!

  1. Definiamo le attività per le quali vorremmo trovare del tempo!
  2. Facciamo un elenco dettagliato di tutte le attività quotidiane
  3. Riflettiamo sul significato di ciò che abitualmente facciamo (seguiamo schemi e modelli di pensiero e di comportamento che non hanno più ragione di esistere? ci sentiamo obbligati a svolgere determinate attività? quanto ci soddisfa ciò che facciamo?
  4. Cerchiamo di individuare i tempi morti e le abitudini prive di utilità per gli scopi che ci siamo posti (come potremmo ridurre il tempo delle attività “obbligate”, tipo cucina, pulizie, spesa…? quanto tempo passiamo davanti alla TV, le nostre relazioni si fondano sull’affetto e il piacere o sull’ipocrisia e superficialità?..
  5. Diventiamo consapevoli di quello che facciamo, sapendo di poter fare delle scelte. E’ ovvio che abbiamo bisogno di lavorare, di distrarci, di riposare, ma abbiamo anche bisogno di coltivare le vere passioni, la cosa importante è fare tutto ciò assumendo in pieno il controllo della nostra vita, disinserendo quel “pilota automatico” fatto di abitudini e condizionamenti.

Ricordate, possiamo migliorare la nostra vita solo partendo da noi stessi, assumendocene la responsabilità e sapendo di avere noi il timone in mano!

 

LA SCUOLA ATTIVA

Se c’è qualcosa che non mi piace è vedere o percepire la rassegnazione… mi fa venire un misto di tristezza e rabbia. Avendo a che fare con il mondo della scuola, vedo purtroppo molto spesso la rassegnazione che regna sovrana… Gli insegnanti sono rassegnati perché “tanto, i ragazzi sono così”… i genitori sono rassegnati perché “tanto, la scuola funziona così”… i ragazzi perché “tanto, non si può fare niente”… Nessuno agisce, sono tutti li a soffrire in silenzio, aspettando che l’incubo scuola finisca! Quando, invece, si potrebbe e si dovrebbe fare molto, perché l’apprendimento diventi la bella avventura della vita, e risponda alla innata curiosità e alla sete di conoscenza dei bambini.

Far ritornare felici i bambini infelici, comprendere e sviluppare le capacità di ognuno, incentivare la riflessione e il senso critico, nutrire i valori dell’amicizia e della solidarietà…queste dovrebbero essere le missioni più importanti della scuola, non la preoccupazione per gli assurdi programmi da terminare…

Mario Lodi, il famoso maestro, curioso osservatore del mondo e della scuola ci offre esempi da seguire insieme a tanti spunti per riflettere sull’istruzione e sui percorsi educativi. Fatene tesoro!

Vediamo alcune caratteristiche della scuola attiva di Mario Lodi!

Partire sempre dal bambino: questo è il motto – ma soprattutto la prassi – della scuola attiva di Mario Lodi. Attraverso la conversazione e il testo libero, il maestro comprende e accoglie gli argomenti avvertiti come importanti dai suoi alunni: su questi costruisce percorsi di apprendimento…

Mario Lodi, in un’intervista curata da Carla Ida Salviati, parlando della scuola che proponeva negli anni di insegnamento e della scuola di oggi, disse “…Cercavamo di adattare la voglia di giocare dei bambini con la scuola: durante l’intervallo guardavamo i bambini giocare e dicevamo: “sono bravi, intelligenti, sono felici, mentre a scuola sembrano intimoriti”. Questo è stato il principio della crisi: come si fa a rendere felici dei bambini infelici?… A scuola facevo fare un giornalino ai miei alunni, li facevo parlare, cercando di attivarli alla democrazia, al rispetto delle idee e delle persone…io penso che la didattica non ha valore se non ha anche un fine; la scuola è una piccola società, dove si può e si deve sperimentare la base del vivere civile…oggi con i bulli e la violenza noi riscontriamo la mancanza di un fine morale, che la scuola dovrebbe darsi. La scuola non è solo leggere, scrivere e far di contro come si credeva una volta, ma è soprattutto avere una finalità complessiva…la formazione del bambino democratico, che noi dobbiamo cercare di realizzare piano piano, non attraverso vuote parole ma nella pratica di tutti i giorni…”

Fa riflettere tanto la lettura di Lodi, la sua esperienza di insegnamento nel dopoguerra, faccia a faccia con una generazione nata nella sofferenza, con tante ferite nel corpo e nel cuore, i suoi continui interrogativi sui percorsi da intraprendere, sulle finalità educative… Non diventano “buoni” i bambini di Mario Lodi grazie alla sua didattica attiva: sono però ogni giorno più consapevoli, imparano l’ordine facendo le cose, accettano la valutazione perché vogliono, come tutti i cuccioli d’uomo, diventare grandi, forti, capaci. Il Maestro Lodi ha cercato di realizzare operativamente alcuni principi alternativi a quelli della scuola autoritaria di classe: le attività motivate dall’interesse invece che dal voto, la collaborazione al posto della competizione, il recupero invece della selezione, l’atteggiamento critico invece della ricezione passiva… L’esperienza e l’impegno di Mario Lodi offrono tanti spunti preziosi dai quali ripartire…evitare una scuola che giudica col voto comparato senza tener conto dei punti di partenza…contestualizzare l’insegnamento partendo dalla realtà, educare alla felicità, trasformare le nostre scuole in piccole società democratiche fondate sulla libertà, sul rispetto e sulla giustizia: una scuola altruista, in un paese civile.

PIÙ ALTRUISTI…PIÙ SANI E FELICI!

Parto da un’esperienza che sto vivendo da un paio di anni per riflettere sul valore dell’altruismo e della condivisione.

La parte benestante del mondo è caratterizzata dalle società fondamentalmente individualiste… siamo centrati sui bisogni personali e al massimo quelli della propria famiglia….

La nostra necessità di relazionarsi con gli altri, che nasce per avere l’assistenza e l’accudimento di qualcuno, si è rivelata premiante sul piano evolutivo, portandoci a costruire una cultura di legami affettivi, disinteressandoci però di tutti coloro, che, seppur bisognosi, non rientrano in questa schiera “genetica” dei destinatari del nostro amore. Si tratta di un dato di fatto che emerge dallo studio della nostra evoluzione biologica.  Anche le persone con le possibilità economiche elevate o con tanto tempo a disposizione, raramente si metteranno al servizio di chi ha bisogno, con l’obiettivo di migliorarne la situazione, figuriamoci se poi si trovano a migliaia di chilometri di distanza o hanno la pelle di un’altro colore…

Ora vi racconterò una bella storia, un meraviglioso esempio di umanità e di solidarietà…

Siamo in un quartiere di Roma, dove vivono tante persone benestanti, tanti anziani e… tante badanti.

Un mondo parallelo quello delle badanti, un mondo di persone che per diversi motivi hanno lasciato le loro case, di persone che si occupano dei nostri genitori, nonni, zii…un mondo di persone che pochi conoscono, spesso trattate male, un mondo di persone sole…

In questo quartiere vive anche una persona che da tanti anni dedica la sua vita al volontariato, una persona che nonostante l’età, con un energia ed entusiasmo contagiosi, decide che va fatto qualcosa.

Vede tutti i giovedì pomeriggio queste signore camminare per le vie, le vede al parco, alcune sole, altre in gruppetti, spesso spaesate… e li scatta qualcosa…. la decisione di agire! Va dal parroco e chiede uno spazio. Prepara i volantini e inizia a distribuirli per le strade. Mi coinvolge in quest’avventura. Creiamo il primo incontro. Le persone si avvicinano, un po diffidenti, un po incuriosite. La diffidenza presto si scioglie in un caldo abbraccio di accoglienza… la curiosità e il piacere di sentirsi considerati abbattono tutte le barriere. Nasce cosi il progetto “Welcome”. Ieri abbiamo festeggiato il secondo anniversario. Il gruppo è cresciuto, ormai è una comunità di amici di tutto il mondo. Ci siamo raccontati ed emozionati, abbiamo creato numerosi eventi, fatto delle bellissime gite, organizzato corsi di formazione, risposto alle varie esigenze di conoscenza… Ma la cosa più importante è stata combattere la solitudine e, come hanno detto in tanti, ricreare una famiglia anche lontano da casa. 

Condividere l’affetto, il tempo o il benessere economico con chi è meno fortunato può farvi sentire molto meglio! Spogliarsi dei pregiudizi, sorridere di più, aprire il cuore, accogliere con affetto, ascoltare, sostenere progetti seri e importanti… sono fonti di benessere per tutti! Provare per credere….

 

LA FELICITA’ NELLE PICCOLE COSE

In questi giorni ho letto un libro molto carino, dal titolo “Il metodo danese per vivere felici”. Lettura semplice e gradevole, ricca di spunti di riflessione e di idee per rendere le giornate più leggere e come dicono in Danimarca, passare del tempo “HYGGELIG”. Bene, vediamo un po meglio di cosa si tratta! Possiamo dire che HYGGE è un modo di essere, un termine che racchiude lo STILE DI VITA dei danesi, indicando l’attitudine a trovare la felicità nelle piccole cose di ogni giorno!

La parola, originaria dalla protolingua norvegese antica, dove significava pensarsi e sentirsi soddisfatti, oggi identifica uno dei valori fondanti dei danesi, basato su una cultura orientata alla famiglia e uno stato sociale fondato sull’uguaglianza. La Danimarca oggi è uno dei paesi più felici del mondo, e molti dei ricercatori hanno messo in evidenza proprio il contributo del fattore HYGGE, questo spazio di esplorazione sociale, creativa e personale della propria vita reso possibile dall’efficiente sistema sociale e dalla stabilità economica. Quando i bisogni principali sono soddisfatti e il clima è quello dell’uguaglianza economica, si enfatizza la felicità soggettiva dell’individuo…si fa meno fatica…non si è costretti a lottare tutti il tempo…HYGGE è tutto questo, avere tempo per stare insieme agli altri, dedicarsi alle proprie passioni, creare un nido accogliente, provare il piacere di prendersi cura del prossimo…rilassarsi e fare con piacere e spontaneità…

Parleremo ancora tanto di HYGGE, del ruolo che ha nell’educazione dei bambini, nella vita sociale, nella organizzazione degli spazi e a tavola…

Per oggi, concludo offrendovi la ricetta dello “snobrod” ossia “treccia di pane”, un modo di preparare il pane intrecciando l’impasto intorno ad un bastone e lasciandolo cuocere sulla brace. Godersi gli “snobrod” fatti in casa, circondati dalla natura, dal calore e da una buona compagnia, è un classico momento HYGGELIG! Sperimentata l’anno scorso al mare in Croazia, proposta da amici svedesi…ha davvero trasformato la serata in qualcosa di magico! All’improvviso tutti i bambini presenti in piazzetta si erano aggregati intorno ad un fuocherello muniti di ramoscelli di pino a cuocere i loro “SNOBROD”, con gli adulti rilassati davanti ad un bellissimo concerto di World Music del M°Roland Ricaurte (www.rolandricaurte.com). Si era creato quell’autentico momento di armonia dove tutti i sensi vengono stimolati…l’udito con le note della musica, l’olfatto con il profumo del pane, la vista con il meraviglioso paesaggio, il tatto con la sensazione del calore sul viso…

OK! Ecco a voi la ricetta!

per c.ca 10 snobrod:

300 ml di latte intero o acqua

25 g di lievito

1 cucchiaino di sale

500 g di farina

un pizzico di zucchero e cardamomo

10 bastoncini appuntiti con le estremità prive di corteccia

Preparazione (da fare anche insieme ai bambini!) Scaldate il latte o l’acqua finché non diventano tiepidi, poi scioglietevi il lievito. Aggiungete il sale e poco a poco anche la farina, lo zucchero e il cardamomo. Impastate e lasciate riposare per mezz’ora. (mentre aspettate che l’impasto lieviti potete cercare e decorticare i bastoncini). Con l’impasto ottenuto preparate una decina di sfilatini a forma di salsiccia e arrotolateli intorno a un bastoncino. Lasciate riposare per altri venti minuti. Cuoceteli sul fuoco finché non saranno dorate. Godetevele cosi con un po di burro o marmellata!

 

PERCHE’ DISINTOSSICARSI

I rituali di disintossicazione hanno una tradizione antica. Li troviamo in diverse culture, nati con uno scopo purificante e spesso praticati seguendo i ritmi della natura…i cambi di stagione per esempio. Oggi, una “pulizia” periodica assume un significato importante, se pensiamo che viviamo in ambienti inquinati, mangiando cibi industriali, con le giornate scandite da ritmi stressanti e frenetici…

I vantaggi della disintossicazione sono numerosi: liberandoci dalle tossine accumulate raggiungeremo un livello più alto di vitalità e benessere, miglioreremo l’umore e perderemo peso, a vantaggio della nostra salute complessiva.

La via più breve e pratica alla depurazione passa attraverso la cucina in quanto il cibo influisce sensibilmente sullo stato di salute, sia in positivo che in negativo.

Per depurarsi bene però non bisogna ingaggiare una guerra con se stessi, ma piuttosto prendersela con calma e dolcezza. Occuparci del nostro corpo deve essere un piacere, non si tratta di un nemico da combattere! Qualche sacrificio alimentare deve essere bilanciato con più tempo da dedicare a se stessi…passeggiare, leggere, riposare, regalarsi un massaggio o dedicarsi alla musica… Dobbiamo inserire nella nostra vita piccoli piaceri che fanno bene al corpo e allo spirito, aiutandoci a ritrovare l’armonia e benessere. E’ importante acquisire la consapevolezza che mangiamo troppo perché il cibo è diventato una delle poche soddisfazioni immediate che abbiamo. Solo cosi potremmo sostituire pian piano lo snack con un buon libro, l’aperitivo con un bel concerto o ore passate ai fornelli con la passeggiata al bosco…

Vediamo ora quali sono i comportamenti più a rischio che influiscono sull’intossicazione:

  1. Mangiare troppo (e muoversi poco!)
  2. Mangiare troppe proteine
  3. Consumare snack in eccesso
  4. Assorbire un eccesso di stimoli: rumori, traffico, computer…
  5. Abusare di farmaci
  6. Riposare poco
  7. Reprimere le emozioni

Ci sono diverse diete disintossicanti che vedremo nel dettaglio nei prossimi articoli. La cosa più importante è partire valutando con onesta il proprio stile di vita. Se vogliamo stare veramente meglio, dobbiamo affrontare il nostro percorso di vita con consapevolezza; mangiare sano, fare attività fisica e avere un atteggiamento mentale costruttivo ci permettono di vivere anche la “fatica di vivere” con piacere ed entusiasmo e di cercare dentro di noi l’energia da dirottare verso obiettivi realizzabili, sostenibili e utili. Solo cosi il cibo, gli integratori e rimedi vari potranno diventare nostri alleati nella ricerca del benessere.

LA PEDAGOGIA DELLA LUMACA

Chi va piano, va sano e va lontano… Prendo in prestito il titolo del bellissimo libro di Gianfranco Zavalloni “La pedagogia della Lumaca” per parlare del ritmo della scuola. Oggi, la vita è caratterizzata dalla fretta, scandita dalle scadenze e obiettivi da raggiungere…si diventa acrobati nel cercare di giostrare il tempo…questo bene ormai cosi prezioso! Sempre investiti di aspettative e responsabilità, si cerca di trovare il modo per stare dietro a tutto…lavoro, casa, figli, vita sociale… Purtroppo però, in questa corsa ad ostacoli,  capita spesso che uno si dimentichi di “vivere”, di “prendersi cura di se”, di “respirare”… Pensiamo ora per un momento a questa frenesia trasportata nelle aule scolastiche…con i bambini che devono subire le aspettative degli adulti, con l’ansia dei programmi da finire, dei compiti e delle verifiche…seduti dietro i banchi svogliati e privati di quel sano entusiasmo che da sempre contraddistingue l’età infantile. Credo che dovremmo fermarci e riflettere, tutti, genitori, insegnanti, dirigenti, politici…

I bambini dovrebbero andare a scuola con gioia, avidi come sono di nuovi saperi dovrebbero provare piacere nel trovare risposte alle loro curiosità… se ciò non accade siamo noi adulti a doverci interrogare sul perché…perché hanno perso il piacere della conoscenza??? Se non lo facciamo rischiamo di rovinare la vita a loro ma anche a noi! Ogni giorno incontro genitori disperati e figli svogliati…costretti a soffrire la gran parte dell’anno per stare dietro i compiti improponibili e argomenti complicatissimi da imparare a memoria…sento bambini di 10, 11, 12 anni che parlano di stress e ansia!!! Perché? Perché nessuno pensa che sia importante farli felici, perché non c’è tempo per ascoltarli, perché non sono considerati nella loro unicità, perché  c’è una frattura fra lezioni e vita reale…a potrei andare avanti a lungo…Purtroppo, le conseguenze di tutto ciò vanno ben oltre i risultati scolastici. Se vogliamo i nostri figli responsabili, curiosi ma anche sani e felici, pensiamoci…

Gianfranco Zavalloni nel suo libro “La pedagogia della lumaca” è illuminante. Ci porta in un viaggio alla riscoperta della lentezza, inviandoci a guardare la bellezza, a fermarci, a pensare a noi, ammirare un tramonto…Se siete genitori, insegnanti o educatori, ve lo consiglio, leggetelo. Perché, come dice lui, cambiare scuola si può…

Intanto, proviamo a riflettere su alcuni punti che ci propone…

  1. La scuola è il luogo per imparare ad apprendere, a pensare con la propria testa, a essere responsabili. Bisogna educare ad essere cittadini sovrani e non sudditi.
  2. A scuola, come nella vita, non possiamo disgiungere l’apprendere dal fare. S’impara con il cervello, con le mani, con tutti i sensi e con il cuore
  3. La scuola è il luogo in cui si apprende insieme, non “da soli”. E’ importante perdere tempo” perché una classe indistinta diventi un “gruppo-comunità”.
  4. Gli insegnanti non sono dei tuttologi, ma devono sapere “dove sta di casa la cultura”. I libri di testo non sono gli unici sussidi didattici…ci sono gli incontri diretti con la vita e le persone, la biblioteca di classe, vocabolari, giornali, internet, videoproiettore….
  5. I saperi non sono un bagaglio da travasare, ma vanno costruiti insieme. La conoscenza non va depositata o etichettata, ma va rielaborata criticamente per diventare strumento di formazione e non solo di informazione. E’ importante lavorare sui nuclei fondamentali e sull’apprendere per schemi logici. La formazione è questione di coscientizzazione, di maturazione attraverso la riflessione critica…dove le discipline si contaminano reciprocamente.
  6. L’educazione, come l’apprendimento, è un processo dinamico che, partendo dal motivo occasionale, ossia dalla realtà, conduce alla conoscenza.
  7. Le ore che si trascorrono a scuola devono avere carattere unitario. A poco servono la rigida suddivisione delle discipline in unità didattiche o d’apprendimento…
  8. Sbagliando s’impara! Per prova, per errore e per gioco. Così la scuola potrà diventare il luogo della lentezza, funzionale all’apprendimento creativo e al gioco.
  9. Si capisce bene com’è una scuola quando la viviamo come de fosse il luogo dove si entra competitivi, aggressivi, razzisti, e dopo aver lavorato e studiato insieme per bisogni comuni, si esce rispettosi degli altri, amici, tolleranti.

La scuola vissuta così diventa un concentrato di esperienze, una grande avventura che può essere vissuta come se fosse un viaggio, un libro da scrivere insieme, uno spettacolo teatrale, un orto da coltivare, un sogno da colorare…

 

SOGNI D’ORO!

E’ un periodo che non ti senti in gran forma? Lo stress, l’agitazione e la svogliatezza ti perseguitano?  Se anche la sveglia del mattino è diventata un’acerrima nemica, sappi che la causa dei tuoi mali potrebbe essere il sonno!Tante persone vengono condizionate per anni nella loro vita lavorativa, relazionale e sociale … a causa di notti insonni o di un sonno poco ristoratore. Quindi, anche se ti sembra di dormire bene presta attenzione ad alcune indicazioni che ti fornirò! Dormire bene è fondamentale.

Numerose informazioni (spesso senza fondamento) ci portano ad essere attenti a tante cose che potrebbero nuocere alla nostra salute, dai pesticidi agli OGM, dalle radiazioni dei cellulari ai pericoli dei vaccini … ma poche volte ci soffermiamo a pensare quanti danni può provocare alla nostra salute il dormire male.

Il sonno è uno dei bisogni PRIMARI, fisiologici e fondamentali sui quali si regge la sopravvivenza del nostro corpo, mente e spirito.

Fin dalle origini della storia dell’umanità, fino all’introduzione dell’energia elettrica nelle case,  l’uomo ha impostato la sua vita seguendo il ritmo giorno/notte. Alle prime luci dell’alba iniziava le sue attività e al calar della notte si ritirava per riposare. Questo alternarsi delle attività e del riposo dei nostri progenitori ci ha lasciato in eredità dei codici che se sconvolti a lungo possono creare dei disturbi seri.

Il nostro orologio biologico si regola da sempre con l’alternanza luce/buio, regolando così la produzione di ormoni e di trasmettitori neuro cerebrali. La luce artificiale può impedire al corpo di produrre melatonina, ormone del sonno, e rendere difficile addormentarsi, ma a cascata può anche influenzare tutti i sistemi regolati dall’orologio biologico, causando alterazioni dello stato dell’umore e dell’atteggiamento mentale, conducendoci a una condizione di stress che altera il ritmo sonno – veglia.

Sappi dunque che dormendo bene puoi migliorare la tua salute!

Segui questi semplici consigli è vedrai che la notte ti sarà di nuovo amica!

  • Cerca di andare a letto sempre alla stessa ora.
  • Anche il risveglio dovrebbe essere regolare.
  • Dormi da 6 e 8 ore per notte e vivrai più a lungo.
  • Bando a tutte le luci e lucette. Dormi al buio!
  • Via gli apparecchi elettronici dalla camera da letto.
  • Niente caffè e bibite eccitanti già dal tardo pomeriggio!
  • Fai un pasto serale leggero, senza alcolici!
  • Riduci la temperatura della camera da letto
  • Leggi un bel libro! Concilia il sonno e ti fa rilassare.

Non dimenticarti che anche per dormire bene la cosa più importante è condurre uno stile di vita sano e consapevole! Impegnati a vivere meglio e anche il sonno verrà!

CERCARE LA FELICITA

Quando è stata l’ultima volta che qualcuno vi ha chiesto se eravate felici? O che voi avete chiesto a qualcuno se lo fosse? O che semplicemente vi siete sentiti felici, felici di voi stessi, della vostra vita, di quello che fate…

Si, lo so! Già starete pensando che correndo tra mille problemi quotidiani, figli, lavoro, casa, spesa, bollette da pagare, la macchina dal meccanico … chi lo trova il  tempo di pensare alla felicità! Stiamo sempre li a correre, e già se riusciamo a fare il tutto, a completare la tabella di marcia, ci sentiamo gli eroi della giornata. E’ andiamo avanti così per anni, senza fermarci, senza prendere fiato, sempre sotto pressione, dietro agli affitti da pagare, le rate della macchina o della cucina nuova… Il lavoro che facciamo, magari non ci piace, ma non abbiamo il coraggio di cambiare, accontentandoci di averne uno…

Quanto spesso ci accontentiamo… e spesso a guidarci sono la paura e la pigrizia, paura di perdere qualcosa, paura di rincominciare, paura delle opinioni altrui, dell’ignoto, di uscire da un contesto che conosciamo anche se non ci soddisfa… ci accontentiamo di quello che abbiamo per garantirci la sopravvivenza. Ma la vita è molto più di questo!!! La vita vale la pena di essere vissuta soltanto se in maniera attiva, costruttiva e consapevole.

Non troviamo mai il tempo per noi stessi, finché il nostro corpo non inizia a mandarci dei segnali… e anche allora sovente non gli diamo ascolto, affidandoci a qualche rimedio, allopatico o naturale che sia, pensando che una pasticca o quattro gocce ogni tanto siano sufficienti a risolvere un disaggio esistenziale e riportarci in marcia.

Quello di cui abbiamo bisogno è cercare dentro di noi stessi l’energia vitale da dirottare verso obiettivi realizzabili, sostenibili e utili al nostro benessere. La felicità vera, e di conseguenza la salute, vanno ricercati attraverso un percorso che costa fatica, dedicandoci e amandoci di più, interrogandoci e ricercando quelle attività che possano riportare il sorriso sul nostro viso, ritrovando così l’entusiasmo e il piacere di vivere.

 

SALUTE CONSAPEVOLE

Possiamo essere sani senza essere felici? E possiamo ritenerci felici se non siamo in salute? La salute intesa non come assenza di malattia, ma come uno stato di benessere fisico, psichico e sociale.

Ecco, voglio iniziare il blog SANI&FELICI partendo proprio da questa riflessione, prendervi per mano e portarvi insieme a me in un viaggio alla ricerca della consapevolezza.

Già…la consapevolezza! Quel concetto che, anche se occasionalmente accennato, ci viene somministrato con contagocce… Cosa vuol dire essere consapevoli? In questo blog ne parleremo a lungo, senza pretendere di trovare formule magiche ne ricette miracolose, cercherò di farvi riflettere e di risvegliare in voi il senso critico. Nell’ambito della cura della salute, la consapevolezza è tutto…. E’ essere coscienti che il nostro benessere dipende in gran parte da noi stessi, avere gli strumenti necessari per capire che tipo di vita conduciamo, sapere come fare quando non ci sentiamo bene… Essere consapevoli vuol dire prendere in mano la nostra vita quando c’è qualche problema, abbracciarla e ascoltarla. Solo così potremmo capire che direzione prendere.  Uno dei problemi principali nella società di oggi è che nessuno ci insegna a fare tutto ciò! Per assurdo, la materia che dovrebbe primeggiare in tutte le scuole, non solo non esiste, ma spesso non viene affrontata nemmeno trasversalmente. Se ci pensiamo meglio, è una follia! Cosa sarà più importante, è parlo con un grande il rispetto per tutti i saperi, insegnare modi sani e consapevoli di condurre la propria vita oppure riempire le teste dei bambini di nozioni lontane, poco interessanti e poco comprensive per la loro età? Mi si potrebbe rispondere che a “educare a vivere” ci deve pensare la famiglia… Già! Potrebbe essere una soluzione se tutte le famiglie fossero in grado di farlo, se gli adulti che crescono i bambini a loro volta fossero stati educati a “vivere bene”, a “nutrire le emozioni” a “coltivare la felicità” … Purtroppo, sono tante le famiglie che non sono affatto preparate a farlo, e lo vediamo attraverso le relazioni che hanno con i propri figli, attraverso le merendine che quotidianamente mettono nello zaino della scuola, attraverso i giocattoli che gli forniscono … e potrei andare avanti a lungo.

La salute consapevole non può essere ridotta all’assenza di malattia, è una condizione di benessere fisico, psichico e sociale che può essere raggiunto solamente attraverso azioni consapevoli e uno stile di vita che possa migliorarne la qualità.

Possiamo aiutarci con tanti strumenti, ma nulla potrà sostituirsi alla nostra responsabilità, perché solo quando comprenderemo che per stare bene dobbiamo essere soddisfatti della vita che facciamo, solo quando saremo abbastanza forti da spogliarci delle cose che ci fanno star male, quando riusciremo a distruggere quelle credenze e schemi mentali che ci condizionano, quando capiremo che nessuna pasticca potrà guarire il mal di vivere, potremo iniziare il percorso di costruzione di una vita in armonia con la nostra vera essenza, con la natura e le persone che ci circondano.

Se avete voglia di intraprendere questo percorso, sbirciate quando ne avete voglia tra gli articoli di SANI&FELICI. Sarò felice di condividere con voi un cammino di crescita personale, fatto di studi, esperienze, passioni e pillole di felicità che intreccerò su queste pagine!