KEFIR…UNA FONTE DI SALUTE

Avete mai provato il kefir? Se no, forse dovreste… e il vostro corpo vi ringrazierà!

Cos’è il kefir?
Il kefir è una bevanda ricca di fermenti lattici e probiotici. La sua consistenza e gusto sono simili a quelli dello yogurt, ma viene creato in modo diverso e contiene ceppi di batteri differenti. Inoltre, contiene lievito, vitamine, minerali e proteine facilmente digeribili.

Il kefir viene prodotto utilizzando “grani di avviamento”, un insieme di batteri e lieviti che interagiscono con il latte quando vengono coltivati a temperatura ambiente. Può essere creato con diversi tipi di latte: di mucca, pecora, capra, soia, riso e cocco, risultando anche più sicuro dello yogurt per coloro che sono intolleranti al lattosio! La ricca quantità di lieviti e batteri nel kefir forniscono la lattasi, un enzima che consuma gran parte del lattosio lasciato in seguito al processo di coltura.

Il kefir possiede una consistenza cremosa e un sapore leggermente acido, che lo rende ideale per la colazione o come spuntino veloce.

Quali sono i benefici del kefir?
Il contenuto probiotico del kefir fornisce numerosi benefici:

Salute digestiva: Il kefir contiene probiotici, ottimi per la salute digestiva generale in quanto contribuiscono a mantenere un microbiota intestinale sano. I ceppi salutari del kefir aiutano a ripristinare la flora persa durante trattamenti antibiotici, o un’alimentazione poco nutriente, promuovendo la digestione e alleviando disagi gastrointestinali.

Salute immunitaria: Avere un intestino sano significa anche avere un sistema immunitario sano! Il kefir contiene il ceppo batterico Lactobacillus Kefiri, che può aiutare nella difesa da batteri nocivi come la salmonella. Contiene inoltre  biotina e folato che contribuiscono alla salute generale.

Salute cutanea: Il kefir contiene un carboidrato unico chiamato Kefiran, che può aiutarci a migliorare la qualità della pelle e promuovere la guarigione cutanea. Questo, insieme al contenuto probiotico del kefir, contribuisce ad equilibrare problemi della pelle come acne e irritazioni.

Potete gustare il kefir come bevanda a colazione o per uno spuntino salutare. E’ ottimo anche per condire le insalate di frutta, con l’aggiunta di una goccia di miele!

Lo trovate nei negozi BIO… ma ultimamente anche nei banchi frigo dei latticini nei supermercati ben forniti!

TROVARE IL TEMPO DI…

Spesso ci lamentiamo di non avere tempo…vorremo fare tanto, ma lui, sua maestà, inesorabilmente procede la sua corsa…

Se anche te fai parte della schiera di chi di tempo non ne ha mai abbastanza, sappi che la parola magica è “organizzazione”.

Organizzare il proprio tempo per vivere meglio e condurre la propria vita in modo più efficiente è uno degli obiettivi concreti più importanti che ci dovremmo porre.

Occupiamo la gran parte della nostra vita a svolgere attività “obbligate” ed espletare funzioni fisiologiche, attività che per la loro ripetitività e la mancanza di contenuti affettivi ed emozionali non arricchiscono in nulla la nostra esistenza. Ma la cosa peggiore è che accanto a queste attività, indispensabili per la nostra sopravvivenza, sprechiamo tanto tempo prezioso per svolgere tante altre attività inutili ai fini della qualità della vita, come ripetere dei rituali e coltivare abitudini di cui non conosciamo il significato.

Una cosa è certa: il tempo che abbiamo a disposizione è limitato, è quindi occorre sfruttarlo al meglio, acquisire la consapevolezza che solo una programmazione accurata, che tenga conto della nostra vita, del passato, presente e futuro, può consentirci di selezionare le nostre attività dedicandoci a quelle che ci danno maggiore soddisfazione e ci consentono di vivere bene!

Ora, se non riuscite a fare quello che vi piace perché non avete tempo, l’unico modo per recuperarne un po è sottraendolo ad attività inutili.

Può sembrare banale, ma questa operazione richiede rigore, impegno ed organizzazione. Spesso una persona da sola non è in grado di fare un “buon lavoro di pulizia”, e qui può venire in aiuto un buon counselor in scienze della salute bio-psico-sociale, un professionista capace di analizzare insieme a noi lo stile di vita che conduciamo e di accompagnarci nella ricerca della salute e di una vita più felice.

Ma da soli, cosa possiamo fare? Eccovi qualche idea per passare all’azione!

  1. Definiamo le attività per le quali vorremmo trovare del tempo!
  2. Facciamo un elenco dettagliato di tutte le attività quotidiane
  3. Riflettiamo sul significato di ciò che abitualmente facciamo (seguiamo schemi e modelli di pensiero e di comportamento che non hanno più ragione di esistere? ci sentiamo obbligati a svolgere determinate attività? quanto ci soddisfa ciò che facciamo?
  4. Cerchiamo di individuare i tempi morti e le abitudini prive di utilità per gli scopi che ci siamo posti (come potremmo ridurre il tempo delle attività “obbligate”, tipo cucina, pulizie, spesa…? quanto tempo passiamo davanti alla TV, le nostre relazioni si fondano sull’affetto e il piacere o sull’ipocrisia e superficialità?..
  5. Diventiamo consapevoli di quello che facciamo, sapendo di poter fare delle scelte. E’ ovvio che abbiamo bisogno di lavorare, di distrarci, di riposare, ma abbiamo anche bisogno di coltivare le vere passioni, la cosa importante è fare tutto ciò assumendo in pieno il controllo della nostra vita, disinserendo quel “pilota automatico” fatto di abitudini e condizionamenti.

Ricordate, possiamo migliorare la nostra vita solo partendo da noi stessi, assumendocene la responsabilità e sapendo di avere noi il timone in mano!

 

SCIROPPO ANTI-RAFFREDDORE

Arrivano i primi freddi, e non tardano ad affacciarsi i soliti malanni di stagione, naso chiuso, mal di gola, tosse. . . Se per ora vi siete salvati, giocate in anticipo, rinforzate il vostro sistema immunitario mangiando tanta frutta e verdura, facendo del movimento all’aria fresca e magari dedicandovi ad un attività che vi piace, per affrontare la vita in modo più gioioso! Aiuta tanto, credetemi!

Oggi vi fornisco anche una ricettina che potrà sostenervi per rinforzare ulteriormente le vostre difese. Uno sciroppo facile facile che potrete preparare in 10 minuti e che sarà più efficiente di quelli che trovate in farmacia.

Dunque, munitevi di un paio di limoni “non trattati” (è fondamentale perché va usata anche la buccia), una radice di zenzero e un barattolo di miele.

Lavate bene i limoni, asciugateli e tagliateli a fettine sottili. Sbucciate lo zenzero con lo sbucciapatate e tagliate anche quello a fettine.

Prendete un barattolo di vetro da 400/500 grammi, lavato bene con l’acqua bollente, e iniziate a fare gli strati di limone e zenzero, alternandoli fino a riempire il barattolo. Fatto ciò, aggiungete poco per volta il miele, facendolo scorrere fino al fondo del barattolo, fino a riempirlo. Bene! Avete appena preparato una pozione “quasi magica” che vi aiuterà sicuramente a passare meglio l’autunno e l’inverno.

Il barattolo va chiuso e riposto in frigorifero per c.ca una settimana prima di utilizzarlo. Potete prenderne un cucchiaio al giorno, ma anche masticare il limone e lo zenzero. Per darlo ai bambini, mischiate un cucchiaino dello sciroppo con un po’ di tisana tiepida, di fiori di sambuco, per esempio! Potete conservarlo in frigo per c.ca un mese.

Potete preparare qualche barattolo in più e fare dei bei regali di Natale. Basterà creare una bella etichetta, le istruzioni per l’uso e attaccare un nastrino festoso! Sarà un regalo graditissimo e molto salutare! BUON AUTUNNO A TUTTI!

CRACKER DI SEMI

Ecco a voi una ricetta messa a punto dopo varie sperimentazioni! Cracker semplici da realizzare, leggeri e gustosi, perfetti per accompagnare le fresche pietanze estive come tzatziki, humus o il guacamole!

Ecco gli ingredienti:

150g di farina integrale biologica (cercate la farina buona, magari di un mulino locale o di provenienza sicura, vi assicuro che fa la differenza!

30ml di olio extravergine di oliva

sale rosa dell’Himalaya (a piacere)

120ml di acqua

100g di semi a scelta, anche misti (sesamo, lino, girasole, zucca, quinoa, chia)

Per spalmare: olio e sale (a piacere un po di curcuma) mischiate gli ingredienti in una ciotolina)

Preparazione:

In una padella, a fuoco basso, tostate leggermente i semi per c.ca 10 minuti . Lasciate raffreddare. Una volta raffreddati i semi vanno macinati, preferibilmente con un mulino, manuale o elettrico, in alternativa con un multi-pratic.

Unite i semi macinati alla farina e al sale. Formate una fontana e aggiungete l’olio e acqua. Impastate bene. Dovete ottenere un panetto morbido, non appiccicoso. Se serve, aggiungete altra acqua o farina. Lasciate riposare il panetto ottenuto a temperatura ambiente, coperto con un panno, per c.ca 30 minuti.

Dividete l’impasto in 4 pezzi e formate 4 piccoli panetti che stenderete con il mattarello su una superficie infarinata. Dovete ottenere una sfoglia molto sottile.

I cracker possono essere cotti in padella oppure in forno. Se avete un forno ventilato potete sfruttare più piani di cottura contemporaneamente.

Una volta collocata la sfoglia sulla superficie di cottura (padella o teglia) incidetela con un coltello dando la forma ai vostri cracker…quadrati, rettangolari, triangolari…scegliete voi! La sfoglia va cotta per c.ca 10 minuti, finché non diventa dorata e croccante! Se usate la padella, dopo c.ca 5 minuti rigiratela per cuocerla bene da entrambi i lati.

Una volta cotti, ancora caldi, spalmateli con l’olio aromatizzato!

Si conservano benissimo per una decina di giorni. (ma vi avverto! se non li nascondete, finiscono subito! Troppo buoni….)

Buon appetito!

ACQUA PROFUMATA DI SAN GIOVANNI

Fiori di campo, erbe profumate e un pizzico di magia: c’è tutto questo nell’acqua di San Giovanni che potrai preparare questa sera e usare domani mattina!

Se volete cimentarvi anche voi in una bella attività da condividere con i vostri bambini, con amici o famigliari, prima del tramonto uscite insieme alla ricerca delle erbe di San Giovanni. Una tradizione molto diffusa racconta che in questa notte, bagnate dalla rugiada, le piante aumentino le loro proprietà medicinali: in un proverbio romagnolo si dice che la rugiada di San Giovanni guarisce tutti i mali! Si riteneva che chiunque si bagnasse con la rugiada durante questa magica notte si dotava di una barriera protettiva.

L’anno scorso, per la prima volta, spinta dall’amore per i fiori e per la natura, preparai anch’io l’Acqua di San Giovanni. Alla vigilia del 24 giugno, mano per mano con mio figlio, muniti di scarponi e di buon umore, ci  incamminammo nella campagna vicina, in cerca di fiori ed erbette aromatiche. Entrò cosi tra le nostre tradizioni famigliari un’altra bella e divertente attività! Quindi, anche stasera, andremo alla ricerca di fiori e di erbette… e domani mattina, al risveglio, la profumata acqua con la quale ci laveremo il viso, ci regalerà un bellissimo momento di magia e benessere!

Per avere l’Acqua di San Giovanni  è sufficiente raccogliere, alla vigilia del 24 Giugno, le erbe profumate e belle che si trovano in luoghi incontaminati. Le erbe poi devono essere immerse in una ciotola piena di acqua pura che si pone al magico effetto della notte. La luce della Luna e la rugiada mattutina estraggono dai fiori i principi benefici di cui l’acqua si carica. Al mattino bisogna bagnarsi con questa acqua, lavarsi il viso e offrirla ai nostri familiari e amici. Questa acqua speciale, si dice, porta fortuna, amore e felicità…

Per scegliere le erbe giuste affidatevi ai vostri sensi, i fiori più belli e più profumati, le officinali che conoscete e qualsiasi erba che vi ispiri. Ci sono molte erbe tradizionalmente usate per questo antico rituale: l’Iperico (ossia l’erba di San Giovanni), il Rosmarino, la Rosa, la Menta, l’Artemisia, la Lavanda, la Verbena, ognuna delle quali viene aggiunta nella ricetta per un particolare motivo.

Si tratta di un rituale molto bello, diviso in varie fasi, ognuna delle quali può servire come spunto di riflessione e di conoscenza, regalandoci quei momenti, ormai cosi rari, di lentezza, di attesa e di connessione con la natura.

Raccogliendo le piante possiamo imparare a conoscerle e rispettarle, esponendo l’acqua con i fiori alla notte stimoliamo in noi la fiducia nel potere della natura e bagnandoci con l’acqua ci abbandoniamo nella purezza di un abbraccio profumato….  

Comunque sia, avremmo fatto qualcosa per noi stessi, dedicato del tempo ai figli o amici e condiviso una bella esperienza riconnettendoci con la natura che ci circonda! 

 

 

 

LA SCUOLA ATTIVA

Se c’è qualcosa che non mi piace è vedere o percepire la rassegnazione… mi fa venire un misto di tristezza e rabbia. Avendo a che fare con il mondo della scuola, vedo purtroppo molto spesso la rassegnazione che regna sovrana… Gli insegnanti sono rassegnati perché “tanto, i ragazzi sono così”… i genitori sono rassegnati perché “tanto, la scuola funziona così”… i ragazzi perché “tanto, non si può fare niente”… Nessuno agisce, sono tutti li a soffrire in silenzio, aspettando che l’incubo scuola finisca! Quando, invece, si potrebbe e si dovrebbe fare molto, perché l’apprendimento diventi la bella avventura della vita, e risponda alla innata curiosità e alla sete di conoscenza dei bambini.

Far ritornare felici i bambini infelici, comprendere e sviluppare le capacità di ognuno, incentivare la riflessione e il senso critico, nutrire i valori dell’amicizia e della solidarietà…queste dovrebbero essere le missioni più importanti della scuola, non la preoccupazione per gli assurdi programmi da terminare…

Mario Lodi, il famoso maestro, curioso osservatore del mondo e della scuola ci offre esempi da seguire insieme a tanti spunti per riflettere sull’istruzione e sui percorsi educativi. Fatene tesoro!

Vediamo alcune caratteristiche della scuola attiva di Mario Lodi!

Partire sempre dal bambino: questo è il motto – ma soprattutto la prassi – della scuola attiva di Mario Lodi. Attraverso la conversazione e il testo libero, il maestro comprende e accoglie gli argomenti avvertiti come importanti dai suoi alunni: su questi costruisce percorsi di apprendimento…

Mario Lodi, in un’intervista curata da Carla Ida Salviati, parlando della scuola che proponeva negli anni di insegnamento e della scuola di oggi, disse “…Cercavamo di adattare la voglia di giocare dei bambini con la scuola: durante l’intervallo guardavamo i bambini giocare e dicevamo: “sono bravi, intelligenti, sono felici, mentre a scuola sembrano intimoriti”. Questo è stato il principio della crisi: come si fa a rendere felici dei bambini infelici?… A scuola facevo fare un giornalino ai miei alunni, li facevo parlare, cercando di attivarli alla democrazia, al rispetto delle idee e delle persone…io penso che la didattica non ha valore se non ha anche un fine; la scuola è una piccola società, dove si può e si deve sperimentare la base del vivere civile…oggi con i bulli e la violenza noi riscontriamo la mancanza di un fine morale, che la scuola dovrebbe darsi. La scuola non è solo leggere, scrivere e far di contro come si credeva una volta, ma è soprattutto avere una finalità complessiva…la formazione del bambino democratico, che noi dobbiamo cercare di realizzare piano piano, non attraverso vuote parole ma nella pratica di tutti i giorni…”

Fa riflettere tanto la lettura di Lodi, la sua esperienza di insegnamento nel dopoguerra, faccia a faccia con una generazione nata nella sofferenza, con tante ferite nel corpo e nel cuore, i suoi continui interrogativi sui percorsi da intraprendere, sulle finalità educative… Non diventano “buoni” i bambini di Mario Lodi grazie alla sua didattica attiva: sono però ogni giorno più consapevoli, imparano l’ordine facendo le cose, accettano la valutazione perché vogliono, come tutti i cuccioli d’uomo, diventare grandi, forti, capaci. Il Maestro Lodi ha cercato di realizzare operativamente alcuni principi alternativi a quelli della scuola autoritaria di classe: le attività motivate dall’interesse invece che dal voto, la collaborazione al posto della competizione, il recupero invece della selezione, l’atteggiamento critico invece della ricezione passiva… L’esperienza e l’impegno di Mario Lodi offrono tanti spunti preziosi dai quali ripartire…evitare una scuola che giudica col voto comparato senza tener conto dei punti di partenza…contestualizzare l’insegnamento partendo dalla realtà, educare alla felicità, trasformare le nostre scuole in piccole società democratiche fondate sulla libertà, sul rispetto e sulla giustizia: una scuola altruista, in un paese civile.

TIGLIO, L’ALBERO ROMANTICO

In queste giornate di metà giugno, se uscite per fare una passeggiata, non potete non sentirvi abbracciati dall’inebriante profumo del tiglio. In campagna, nei viali delle città, nei giardini… Stanno li, maestosi, con le loro foglie a forma di cuore e grappoli di fiori che sembrano campanellini, ad offrirci il riparo dal caldo, in un avvolgente incanto odoroso.

Lo sapete che il tiglio può offrirci molto più del suo profumo e dell’ombra estiva? I suoi fiori e le foglie possono sostenerci nei diversi problemi legati alla nostra salute. Scopriamo allora insieme le tante proprietà curative del tiglio.

…Tiglio per calmarci e prendere sonno

In presenza di agitazione e ansia il tiglio può darci un importante sostegno, perché svolge un’azione rilassante sul sistema circolatorio, provocandone un abbassamento della pressione, ben tollerata anche in gravidanza, in fase di allattamento e dai bambini. Possiamo assumerlo in infuso oppure in gemmoderivato (chiamato anche Tillia Tormentosa) diluito in acqua (dalle 30 alle 60 gocce, da assumere per 3 volte al giorno)

Eccovi la ricetta per l’infuso! Portate a ebollizione una tazza di acqua e lasciate in infusione 1-2 cucchiai di fiori per c.ca 10 minuti. Filtrate e consumate, cercando di accompagnare la tisana con il buonumore e magari con una gradevole compagnia. Ricordatevi che la natura può aiutarci molto ma il cambiamento e la guarigione dipendono da noi, dal nostro stile di vita e dalla consapevolezza che ne abbiamo…

Per combattere l’insonnia e il nervosismo provate anche un rilassante bagno al tiglio: l’infuso, ricco di olio essenziale, aggiunto all’acqua ha un effetto sedativo.

…Tiglio per respirare meglio

Grazie alle sue proprietà mucolitiche ed antinfiammatorie, il tiglio ci da una mano anche nei casi di raffreddamento, tosse e naso chiuso. Può esserci di grande aiuto fare dei suffumigi con fiori di tiglio. In presenza di tosse eccessiva che non tende a calmarsi, un infuso caldo con fiori di tiglio dolcificato con miele può aiutare a sedare la tosse e a passare una notte più confortevole. Il tiglio inoltre favorisce la sudorazione durante lo stato febbrile, importante per liberarsi dalle tossine della malattia.

Come fare i suffumigi? Fate bollire c.ca 1-2 litri d’acqua, mettetela in un recipiente grande e aggiungete una manciata di fiori di tiglio. Avvicinate il viso a c.ca 20 cm e coprite la testa con un telo abbastanza grande da avvolgere anche il recipiente. Dovete sentire il caldo ma fate attenzione a non bruciarvi! Il vapore all’inizio è molto caldo!

…Tiglio per gli occhi

Se avete gli occhi stanchi,  arrossati o con le borse, potete provare a fare degli impacchi per gli occhi: compresse di garza imbevute di infuso tiepido di tiglio e applicate sugli occhi vi daranno un sollievo immediato.

…Tiglio e la bellezza

Potete anche cimentarvi nella preparazione di un tonico per la pelle. Acqua di tiglio, usato come tonico, dopo la pulizia del viso, è un ottimo depurativo per la pelle, distende le rughe e aiuta nei casi di arrossamenti cutanei.

Versate una tazza d’acqua bollente per ogni cucchiaio raso di tiglio (foglie e fiori), lasciando in infusione per 10 minuti circa e poi filtrate. E’ un tonico con effetto depurativo, distende le rughe e lenisce gli arrossamenti. Usatelo mattina e sera! Si conserva in frigorifero, in una bottiglietta di vetro, per una settimana.

Nel mese di giugno approfittate per fare le provviste di tiglio! Facendo una passeggiata raccogliete le foglie e i fiori appena sbocciati. Una volta raccolti vanno stesi su un panno e messi ad essiccare per 2-3 giorni in un luogo asciutto e buio (al riparo dal sole). Si conservano in un recipiente di vetro.

PIÙ ALTRUISTI…PIÙ SANI E FELICI!

Parto da un’esperienza che sto vivendo da un paio di anni per riflettere sul valore dell’altruismo e della condivisione.

La parte benestante del mondo è caratterizzata dalle società fondamentalmente individualiste… siamo centrati sui bisogni personali e al massimo quelli della propria famiglia….

La nostra necessità di relazionarsi con gli altri, che nasce per avere l’assistenza e l’accudimento di qualcuno, si è rivelata premiante sul piano evolutivo, portandoci a costruire una cultura di legami affettivi, disinteressandoci però di tutti coloro, che, seppur bisognosi, non rientrano in questa schiera “genetica” dei destinatari del nostro amore. Si tratta di un dato di fatto che emerge dallo studio della nostra evoluzione biologica.  Anche le persone con le possibilità economiche elevate o con tanto tempo a disposizione, raramente si metteranno al servizio di chi ha bisogno, con l’obiettivo di migliorarne la situazione, figuriamoci se poi si trovano a migliaia di chilometri di distanza o hanno la pelle di un’altro colore…

Ora vi racconterò una bella storia, un meraviglioso esempio di umanità e di solidarietà…

Siamo in un quartiere di Roma, dove vivono tante persone benestanti, tanti anziani e… tante badanti.

Un mondo parallelo quello delle badanti, un mondo di persone che per diversi motivi hanno lasciato le loro case, di persone che si occupano dei nostri genitori, nonni, zii…un mondo di persone che pochi conoscono, spesso trattate male, un mondo di persone sole…

In questo quartiere vive anche una persona che da tanti anni dedica la sua vita al volontariato, una persona che nonostante l’età, con un energia ed entusiasmo contagiosi, decide che va fatto qualcosa.

Vede tutti i giovedì pomeriggio queste signore camminare per le vie, le vede al parco, alcune sole, altre in gruppetti, spesso spaesate… e li scatta qualcosa…. la decisione di agire! Va dal parroco e chiede uno spazio. Prepara i volantini e inizia a distribuirli per le strade. Mi coinvolge in quest’avventura. Creiamo il primo incontro. Le persone si avvicinano, un po diffidenti, un po incuriosite. La diffidenza presto si scioglie in un caldo abbraccio di accoglienza… la curiosità e il piacere di sentirsi considerati abbattono tutte le barriere. Nasce cosi il progetto “Welcome”. Ieri abbiamo festeggiato il secondo anniversario. Il gruppo è cresciuto, ormai è una comunità di amici di tutto il mondo. Ci siamo raccontati ed emozionati, abbiamo creato numerosi eventi, fatto delle bellissime gite, organizzato corsi di formazione, risposto alle varie esigenze di conoscenza… Ma la cosa più importante è stata combattere la solitudine e, come hanno detto in tanti, ricreare una famiglia anche lontano da casa. 

Condividere l’affetto, il tempo o il benessere economico con chi è meno fortunato può farvi sentire molto meglio! Spogliarsi dei pregiudizi, sorridere di più, aprire il cuore, accogliere con affetto, ascoltare, sostenere progetti seri e importanti… sono fonti di benessere per tutti! Provare per credere….

 

TZATZIKI – LA SALSA GRECA

Siamo alla prese con le prime giornate calde con sempre più voglia di mangiare cose fresche e veloci da preparare? Mangiare crudo e non passare le ore davanti ai fornelli a cucinare ci regala non solo benessere ma anche tanto tempo libero da dedicare alle altre cose! Una passeggiata, un momento di relax, un lavoro creativo? Decidete voi!

Oggi condivido con voi una ricetta greca, semplice e gustosa, a base di yogurt. A differenza del latte e i suoi derivati, sconsigliati nelle diete disintossicanti, lo yogurt fa eccezione grazie alla presenza dei fermenti lattici che svolgono azioni depurative e protettive dell’organismo.

Ecco a voi allora questa ricetta, che realizzerete davvero in 10 minuti!

Ingredienti (per 4 persone c.ca):

200 grammi di yogurt greco (esiste anche a basso contenuto di grassi, se siete a dieta)

1 cetriolo

1 spicchio di aglio

1 manciata di foglie fresche di menta (che potete sostituire a piacere con due rametti di aneto)

2 cucchiai di olio extravergine di oliva

Preparazione:

Sbucciate e spuntate il cetriolo, grattugiatelo o tagliatelo a dadini (come preferite!) e metteteli in una terrina.

Sbucciate e tritate l’aglio insieme alla menta e aggiungeteli ai cetrioli, unite anche l’olio e lo yogurt.

Mescolate bene e mettete lo tzatziki in frigorifero per almeno un’ora prima di servirlo su crostini di pane o sui cracker!

Buon appetito!

LA FELICITA’ NELLE PICCOLE COSE

In questi giorni ho letto un libro molto carino, dal titolo “Il metodo danese per vivere felici”. Lettura semplice e gradevole, ricca di spunti di riflessione e di idee per rendere le giornate più leggere e come dicono in Danimarca, passare del tempo “HYGGELIG”. Bene, vediamo un po meglio di cosa si tratta! Possiamo dire che HYGGE è un modo di essere, un termine che racchiude lo STILE DI VITA dei danesi, indicando l’attitudine a trovare la felicità nelle piccole cose di ogni giorno!

La parola, originaria dalla protolingua norvegese antica, dove significava pensarsi e sentirsi soddisfatti, oggi identifica uno dei valori fondanti dei danesi, basato su una cultura orientata alla famiglia e uno stato sociale fondato sull’uguaglianza. La Danimarca oggi è uno dei paesi più felici del mondo, e molti dei ricercatori hanno messo in evidenza proprio il contributo del fattore HYGGE, questo spazio di esplorazione sociale, creativa e personale della propria vita reso possibile dall’efficiente sistema sociale e dalla stabilità economica. Quando i bisogni principali sono soddisfatti e il clima è quello dell’uguaglianza economica, si enfatizza la felicità soggettiva dell’individuo…si fa meno fatica…non si è costretti a lottare tutti il tempo…HYGGE è tutto questo, avere tempo per stare insieme agli altri, dedicarsi alle proprie passioni, creare un nido accogliente, provare il piacere di prendersi cura del prossimo…rilassarsi e fare con piacere e spontaneità…

Parleremo ancora tanto di HYGGE, del ruolo che ha nell’educazione dei bambini, nella vita sociale, nella organizzazione degli spazi e a tavola…

Per oggi, concludo offrendovi la ricetta dello “snobrod” ossia “treccia di pane”, un modo di preparare il pane intrecciando l’impasto intorno ad un bastone e lasciandolo cuocere sulla brace. Godersi gli “snobrod” fatti in casa, circondati dalla natura, dal calore e da una buona compagnia, è un classico momento HYGGELIG! Sperimentata l’anno scorso al mare in Croazia, proposta da amici svedesi…ha davvero trasformato la serata in qualcosa di magico! All’improvviso tutti i bambini presenti in piazzetta si erano aggregati intorno ad un fuocherello muniti di ramoscelli di pino a cuocere i loro “SNOBROD”, con gli adulti rilassati davanti ad un bellissimo concerto di World Music del M°Roland Ricaurte (www.rolandricaurte.com). Si era creato quell’autentico momento di armonia dove tutti i sensi vengono stimolati…l’udito con le note della musica, l’olfatto con il profumo del pane, la vista con il meraviglioso paesaggio, il tatto con la sensazione del calore sul viso…

OK! Ecco a voi la ricetta!

per c.ca 10 snobrod:

300 ml di latte intero o acqua

25 g di lievito

1 cucchiaino di sale

500 g di farina

un pizzico di zucchero e cardamomo

10 bastoncini appuntiti con le estremità prive di corteccia

Preparazione (da fare anche insieme ai bambini!) Scaldate il latte o l’acqua finché non diventano tiepidi, poi scioglietevi il lievito. Aggiungete il sale e poco a poco anche la farina, lo zucchero e il cardamomo. Impastate e lasciate riposare per mezz’ora. (mentre aspettate che l’impasto lieviti potete cercare e decorticare i bastoncini). Con l’impasto ottenuto preparate una decina di sfilatini a forma di salsiccia e arrotolateli intorno a un bastoncino. Lasciate riposare per altri venti minuti. Cuoceteli sul fuoco finché non saranno dorate. Godetevele cosi con un po di burro o marmellata!